Carne sì o no? Ecco la risposta degli esperti interpellati dalla Confcommercio di Pescara

3' di lettura 30/10/2015 - A seguito del susseguirsi caotico di informazione e disinformazione circa il corretto consumo delle carni scaturito dalla pubblicazione del rapporto dell’OMS, la Confcommercio di Pescara interviene attraverso due contributi che possono aiutare a fare chiarezza sull’argomento.

Dott. Bruno Adriano Piselli - Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Docente in Biologia della Nutrizione presso l’Università di Bari, Consulente LILT-Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori:

Orientare il consumo della carne in genere, o meglio darle il ruolo che da sempre gli assegna la Scienza dell’Alimentazione, è cosa ben diversa che alimentare allarmismi ed il terrorismo mediatico di questi giorni. E’ vero che esistono tumori legati all’alimentazione, ma questo riguarda tutti gli alimenti e soprattutto quelli trattati con tutta una serie di additivi che sono completamente assenti nella carne fresca di qualità. Molta ipocrisia quindi e tanta disinfomazione: gli ‘allarmati’ farebbero bene a farsi un esame di coscienza circa le ‘calorie sporche’ ed il ‘cibo spazzatura’ che compare ogni giorno sulle tavole. D’altronde, anche nelle raccomandazioni espresse dalla “Piramide Alimentare” a cura della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) si conferma che anche la carne ha un ruolo importante per una corretta nutrizione ed una frequenza consigliata di 3/4 volte a settimana, persino superiore ad altri alimenti di origine animale. Gli sforzi delle campagne di informazione alimentare dovrebbero invece soffermarsi sui consumi degli alimenti “anticancro” come frutta e verdura, molto spesso quasi assenti dal nostro menu. Questa sì che è prevenzione, che va attuata a 360° e che le istituzioni ignorano o minimizzano. Si eviterebbero questi grossolani “isterismi” alimentati solo dal “carrozzone mediatico”.


Mario Rapagnetta – Presidente Associazione Provinciale Macellai/Confcommercio:

La confusa informazione di questi giorni rischia di trasmettere al consumatore un messaggio distorto e di ingenerare inutili allarmismi sul consumo della carne con danni gravi per la nostra categoria. Il messaggio che la nostra associazione vuole mandare al consumatore è quello di privilegiare un consumo calibrato e consapevole delle carni, che si orienti verso prodotti di qualità e verso preparazioni fresche che solo il macellaio di fiducia o di vicinato può garantire. In sintesi non bisogna confondere i preparati in macelleria, come le salsicce e gli hamburger, che sono prodotti giornalmente senza utilizzo di additivi e conservanti e che contengono solo sale, pepe e spezie naturali, con la produzione industriale di wurstel o hamburger che viceversa sono ricchi di nitriti e nitrati potenzialmente dannosi alla salute. D’altronde anche associazioni come AIRC e LILT nelle loro informative inerenti il consumo delle carni indicano che un consumo calibrato e di qualità rientra nelle prassi consentite, magari incrementando il consumo contestuale di frutta e verdura. L’invito che rivolgiamo è quindi quello di rivolgersi al proprio macellaio di fiducia per avere tutte le informazioni necessarie circa la provenienza delle carni e per orientarsi in tal modo verso un consumo basato su tre parole d’ordine: informazione, consapevolezza e qualità.






Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2015 alle 17:08 sul giornale del 31 ottobre 2015 - 460 letture

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