D'Alfonso alza il velo sul Ponte del Cielo: ecco come cambierà la riviera di Pescara

2' di lettura 08/10/2015 - Mercoledi 7 ottobre, presso la Sala Consiliare di Palazzo di Città, si è tenuto l’attesissimo incontro pubblico per la presentazione del progetto del Ponte del Cielo, fortemente voluto dal Governatore Luciano D’Alfonso. Oltre al presidente e ai cittadini interessati, erano presenti professionisti, tecnici e le massime autorità cittadine (foto).

“Il Ponte del Cielo – ha spiegato D’Alfonso - è un ampio pontile circolare che si estende per circa 100 metri sul mare all'altezza di piazza Primo Maggio (di fronte la Nave di Cascella) e che andrà a completare Largo Mediterraneo. La struttura esisteva già, proprio nello stesso luogo, nel lontano 1934: l'idea non è nuova, quindi, ma è nuova l'idea di riprogettarlo, e per questo è stato stanziato un milione di euro dai fondi europei Par Fsc”.

“Si tratta di un progetto motivato dall'obiettivo di incentivare una migliore qualità dell'ambiente urbano con misure di implementazione della rete pedonale e di valorizzazione della città dal punto di vista turistico”, ha sottolineato il presidente della Giunta regionale. “Pescara viene pensata non solo come capoluogo di una vasta area metropolitana, ma anche come ponte di sviluppo delle relazioni economico culturali all'interno della Macro Regione Adriatico-Ionica”.

“Il Ponte del Cielo – prosegue D’Alfonso – fa anche parte di un progetto molto più ampio, un percorso pedonale e visivo che congiunge la Stazione Centrale e il lungomare attraverso una prospettiva di piazze e giardini che segue questo itinerario: area di risulta, piazza della Repubblica, piazza Sacro Cuore, piazza della Rinascita, piazza Primo Maggio e Largo Mediterraneo. Il percorso si chiude con la passeggiata finale sull’acqua”.

Messe repentinamente a tacere le polemiche scatenate dall'opposizione, secondo cui governatore e sindaco userebbero denaro pubblico per ‘costruirsi un pontile e camminare sulle acque’, D’Alfonso sottolinea che “si tratta di un’idea che fa discutere, e proprio per questo è un’opera che vale, poiché le opere che lasciano indifferenti assomigliano a quelle del cimitero".






Questo è un articolo pubblicato il 08-10-2015 alle 15:05 sul giornale del 09 ottobre 2015 - 463 letture

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