Prodi a Pescara spara a zero sull’Ue e promuove la Merkel: ‘Deluso da questa Europa, bene i tedeschi sull’immigrazione’

3' di lettura 15/09/2015 - Grande folla nel pomeriggio di ieri, lunedì 14 settembre, presso la sala Flaiano dell'Aurum, dove si si è tenuto il convegno organizzato dalla Regione Abruzzo su ‘Le Sfide dell'Europa’. Ospite d’onore del presidente D’Alfonso è stato Romano Prodi. (foto di Nunzio Grasso)

Prima del dibattito, l’ex presidente della Commissione europea ha incontrato in Comune il sindaco Marco Alessandrini e le più alte cariche amministrative locali.

Moderati dal giornalista Rai Nino Germano, dopo i saluti introduttivi del Rettore dell'Università di Teramo Luciano D’Amico, sono intervenuti il presidente della Saga Nicola Mattoscio, il direttore di Limes Lucio Caracciolo e Giuseppe Cucchi, Generale della riserva dell'Esercito e consigliere scientifico della testata.

Due volte presidente del Consiglio dei Ministri, economista, saggista, docente presso l'Università di Bologna e fondatore dell'Ulivo, durante il suo intervento sulle prospettive europee Romano Prodi ha toccato diversi punti caldi della questione, salutato dai lunghi applausi del pubblico presente.

Non ha esitato a definire "drammatico" il periodo storico in corso: incerto, imprevedibile e in balia di una totale mancanza di politica europea. Sebbene l’unica nota positiva sembra essere l'attuale abbassamento del prezzo del petrolio e la svalutazione dell'euro, Prodi si è detto deluso dalla politica economica di questi anni, durante i quali nessuno ha investito abbastanza per stimolare la ripresa, come invece hanno fatto americani e cinesi, accumulando così solo un grande surplus della bilancia dei pagamenti. “Tra l'altro – sentenzia l’ex leader dell’Ulivo - ora che anche la Cina si trova vessata dai problemi, è arrivato il momento che l'Europa impari a salvarsi da sola”.

Nei confronti della politica tedesca, gli apprezzamenti sono dispensati in modo altalenante: "Di solito non ne sono contento – spiega Prodi - ma senza dubbio di recente il colpo improvviso della Merkel mi ha stupito favorevolmente. Il dietrofront degli ultimi giorni è stato un passo indietro ma lo capisco, dato che il flusso di migranti è inarrestabile".

In ambito italiano, Prodi glissa su Matteo Renzi - "non si disturba il conducente" - e affronta la spinosa questione delle Regioni meridionali, per le quali auspica l’attuazione di una politica economica ‘globale’. “Per cambiare qualcosa - avverte l'ex premier - i presidenti delle Regioni del sud devono fare blocco e realizzare un salto in avanti, poiché ora come ora singolarmente sono troppo deboli. Ho sollevato il problema anche prima del Rapporto Svimez perché i dati arrivati negli ultimi anni sono molto brutti: durante la crisi, nord e sud si sono allontanati e il Mezzogiorno è rimasto molto indietro. Ora sono necessari tantissimi elementi per non precipitare: infrastrutture, politica industriale, intervento del governo, la cassa depositi e prestiti, una politica d'incentivazione degli investimenti stranieri, il coinvolgimento delle università, della ricerca e dei poli turistici. Occorre far perno sulle città che si stanno muovendo, come Bari, Pescara stessa, Napoli, e cercare di mobilitare risorse umane che comincino ad attrarre degli investimenti dall’estero. L’idea che il Mezzogiorno possa svilupparsi senza una crescita industriale è folle: va invece portato avanti con una politica attiva del governo in coordinamento con l’Unione europea".

“L'Europa è rimasta un progetto istituzionale ed economico incompiuto – ha concluso Luciano D’Alfonso – e quindi quello che è accaduto in Grecia non può e non deve meravigliarci. Avremmo dovuto essere particolarmente esigenti allora nel favorire la cessione di quote di sovranità nazionali. Invece, sono prevalsi gli egoismi degli Stati. Non è un caso che il bilancio dell'Unione sia molto meno ampio di quello che dovrebbe essere”.






Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2015 alle 15:14 sul giornale del 16 settembre 2015 - 591 letture

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