Porto ancora nella bufera, barche in trappola. Sospiri alza i toni: ’40 cm di profondità, che vergogna’

08/06/2015 - Secondo alcuni pescatori in alcuni tratti del porto canale la profondità del fiume Pescara sarebbe ridotta addirittura ad appena 40 cm. ‘A queste condizioni – riferiscono – anche per una piccola imbarcazione è impossibile uscire a pescare’.

E’ questo l’ultimo capitolo della lunga telenovela che vede protagonista il porto di Pescara, che a causa del mancato dragaggio mette in gravissime difficoltà non solo le barche più grosse. Sabato mattina infatti tre piccoli natanti sono finiti letteralmente ‘in trappola’, mentre molti altri non hanno potuto lasciare il porto. Da qui, la decisione di un gruppo di delegati di rivolgersi direttamente al Comandante della Capitaneria.

“Il porto di Pescara si sta paralizzando e il dragaggio ‘miracoloso’ del presidente D’Alfonso ha sortito effetti pari a zero”: a parlare così è Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Se anche le piccole barche per la pesca giornaliera si sono incagliate – prosegue -, rivelando che i fondali del porto sono pari a soli 40 centimetri, vuol dire che la situazione non è seria, ma è gravissima e il nostro scalo rischia di bloccarsi. Penso che oggi tutti abbiamo il diritto di sapere se, allo stato attuale, il porto canale di Pescara sia ancora agibile o no, lo devono sapere i cittadini, gli operatori marittimi, e anche gli amministratori”.

“Non parliamo di pescherecci, di tonnare o di navi mercantili, con un pescaggio importante e che quindi sono magari finite in una secca – sottolinea il capogruppo -, ma di piccole imbarcazioni con un pescaggio irrisorio, barche che neanche nei periodi peggiori hanno avuto difficoltà, e invece oggi si sono arenate sui fondali. Mi chiedo perché nessuno abbia sentito la necessità di avvisare la popolazione del reale stato dei fatti: non mi risulta che negli ultimi giorni ci siano state comunicazioni ufficiali”.

“Praticamente – conclude Sospiri - oggi è possibile attraversare il fiume da una sponda all’altra a piedi, un vero ‘ponte del fiume’ parallelo al ponte del mare del presidente D’Alfonso. Negli anni scorsi, dinanzi a una tale situazione, avremmo già assistito a proteste di piazza, cortei, lettere istituzionali di richiamo da parte dell’Autorità marittima. Questa volta invece un incidente di tale portata sta passando sotto silenzio, come se quei fondali di 40 centimetri fossero cosa normale”.

A stretto giro la replica di Camillo D'Alessandro, Sottosegretario alla Giunta regionale: “Abbiamo ripetutamente spiegato che il dragaggio in corso nel porto di Pescara è rivolto – in una prima fase – alla darsena e al porto canale, nelle zone cioè dove vi erano maggiori esigenze legate al transito di imbarcazioni che necessitavano di maggiore pescaggio. Con le economie derivanti dal ribasso d’asta è stata programmata un’ulteriore fase che prevede anche il dragaggio della zona della piccola pesca”.

“Il consigliere Sospiri - conclude - avrebbe fatto meglio a recarsi in Capitaneria di Porto e chiedere spiegazioni alla sempre disponibile Autorità marittima, piuttosto che scrivere un comunicato che crea solo allarmismi ingiustificati”.






Questo è un articolo pubblicato il 08-06-2015 alle 12:55 sul giornale del 09 giugno 2015 - 617 letture

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