Ludopatia, primo bilancio per il progetto di Cepagatti: ‘Situazioni gravi, un’anziana ha dilapidato patrimonio al Gratta e Vinci’

01/06/2015 - A 5 mesi dall’avvio del progetto ‘Stop the Game’, il Comune di Capagatti e l’associazione ‘Collegamenti’ stilano un primo bilancio delle attività per combattere le ludopatie. In generale, si tratta di una valutazione in chiaroscuro, visto che a fronte del grande interesse manifestato dai familiari dei giocatori si riscontra un certo scetticismo da parte dei diretti interessati. (foto d'archivio)

Da gennaio a fine maggio, infatti, sono state appena 46 le chiamate ricevute dal numero appositamente istituito, mentre lo sportello di ascolto è stato visitato da soli 5 giocatori. Il portale www.dipendenzagioco.org conta invece 290 visite e contatti.

“Esaminando questi primi dati - spiegano le dottoresse Marianna Piccioni e Sara Di Giovanni, psicologhe e psicoterapeute dell’associazione Collegamenti - possiamo constatare che dall’avvio del progetto il trend di accessi è rimasto costante, anche se permane un certo scetticismo da parte dei giocatori” . "Molto spesso – proseguono le esperte - ci confrontiamo con la disperazione e il senso di impotenza che provano i familiari in presenza di un assoluto rifiuto di ammettere le proprie responsabilità da parte di chi è affetto da ludopatia. Pensiamo che ci sia ancora un sommerso che ha difficoltà a chiedere aiuto, perciò è intenzione della nostra equipe mettere in campo tutte le strategie possibili per aumentare la consapevolezza e la motivazione al cambiamento di chi soffre per questa forma di dipendenza”.

Uno dei casi più gravi, riportati dallo psicologo Antonio Maccarone, riguarda un’anziana signora che ha dilapidato il patrimonio familiare, vendendo anche i gioielli, per giocare al lotto e al Gratta e Vinci. “I figli – racconta il dott. Maccarone - se ne sono accorti nel momento in cui hanno ricevuto le telefonate di alcuni negozianti per i debiti lasciati dalla madre. La nostra equipe ha raccolto la loro richiesta di aiuto e si è attivata per supportarli, ma la signora purtroppo non è motivata. Il lavoro da fare è rendere questa persona consapevole della dipendenza da cui è affetta e convincerla a iniziare un lavoro terapeutico”.

Per rendere ancora più efficace l’opera di prevenzione, l’amministrazione comunale guidata da Sirena Rapattoni ha organizzato un incontro con l’assessore alla Sanità, Camillo Sborgia, gli psicologi e psicoterapeuti dell’associazione ‘Collegamenti’ e i rappresentanti delle associazioni del territorio che operano a stretto contatto con i giovani.

“C’è stato molto interesse – ha dichiarato Sborgia al termine dei lavori - e soprattutto sono state fatte tante domande per cercare di capire come si diventa un giocatore patologico e come riconoscerlo, in che modo si può chiedere aiuto, come funziona il progetto e quali sono i servizi a disposizione”. Come ha spiegato l’assessore, resta il fatto che “ad oggi il gioco è diventato un nemico che si insinua in maniera silente all’interno delle famiglie, rovinandole sia economicamente che psicologicamente”. A questo proposito, il Comune organizzerà altri incontri con i centri sociali del territorio, al fine di rendere sempre più informati e consapevoli soprattutto i più giovani.

Il progetto Stop the Game si concluderà nel mese di dicembre. Lo sportello è aperto tre ore la settimana per raccogliere le segnalazioni di chi è affetto da ludopatia. A queste persone viene offerta la possibilità di partecipare a quattro incontri gratuiti in una sede anonima. Oltre allo sportello, è attivo tutti i giorni, dalle 8 alle 20, un numero telefonico attraverso il quale vengono raccolte le richieste di aiuto (333.9515430).






Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2015 alle 11:02 sul giornale del 03 giugno 2015 - 477 letture

In questo articolo si parla di attualità, ludopatia, vivere pescara, sert pescara, cepagatti, moreno di pietrantonio, articolo, comune di cepagatti, sirena rapattoni, camillo sborgia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/akcQ