Biblioteca provinciale a pezzi, D’Emilio va avanti: ‘I cittadini la vorrebbero così...’

01/06/2015 - Dopo l’arresto dello scorso 14 maggio, Andrea D’Emilio torna alla carica e presenta nuove iniziative per il rilancio della Biblioteca provinciale di Pescara (link articolo).

Sabato 30 maggio in piazza Salotto il giovane ha chiamato a raccolta tutti i cittadini disposti a donare almeno un’ora alla settimana per aumentare l'orario di apertura della Biblioteca. A fronte di un servizio giudicato limitato e insoddisfacente, la raccolta firme per estendere l’orario alla sera e ai weekend ha toccato quota 600, mostrando il grande interesse dei pescaresi verso la struttura.

Ma l’orario, purtroppo, non è l'unico problema, visto che l’analisi di D’Emilio si estende anche a questioni legate alla gestione e ai fondi per l’acquisto di libri e periodici.

“La Biblioteca provinciale di Pescara – denuncia - ha circa 250mila libri, e dal 2014 non riceve un euro per nuovi acquisti. Il deposito con 180mila pubblicazioni è stato chiuso per 30 mesi, dal dicembre 2011 allo scorso giugno: dopo 25 anni, si sono ricordati che andavano fatti i lavori di messa a norma. Nell'ottobre 2012 non ne ho potuto più e sono sceso nel deposito per prendermi da solo i libri, rischiando la diffida”.

Il giovane individua precise responsabilità politiche sulla vicenda: tra le altre cose, a suo dire da ben sei mesi la richiesta di istallare una panchina davanti all’ingresso sarebbe stata del tutto ignorata dal presidente della Provincia, così come paiono cadute nel vuoto le offerte di riverniciare gratuitamente le inferriate esterne, da anni arrugginite e in stato pietoso.

Stando alla legge Delrio sul riordino delle province, da qualche mese la biblioteca è passata sotto la gestione della Regione, ma anche in questo caso l’Ente non ha provveduto a farsene carico.

“Il 14 maggio – conclude - mi sono incatenato dentro la Biblioteca nel tentativo di costringere il presidente della Regione a fare il proprio dovere finanziandola. La Polizia provinciale mi ha arrestato, il magistrato ha disposto i domiciliari e al processo per direttissima il giudice ha ascoltato la mia versione, revocando le restrizioni”. In attesa dell’udienza definitiva, in programma il prossimo 17 giugno, D’Emilio auspica il coinvolgimento della cittadinanza per il rilancio di una struttura fondamentale per la collettività.






Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2015 alle 11:43 sul giornale del 03 giugno 2015 - 462 letture

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