La Grande Pescara finisce in Procura, i radicali: ‘Politici calpestano Referendum, sarà battaglia’

1' di lettura 25/05/2015 - E’ passato già un anno da quando i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore, chiamati ad esprimersi sulla fusione dei 3 Comuni in un’unica realtà metropolitana, espressero chiaramente il loro assenso alla proposta del gruppo ‘La Grande Pescara’.

Come si ricorderà, al Referendum consultivo parteciparono ben 111.407 cittadini e il comitato a sostegno della fusione raccolse il 64% delle preferenze. Cosa ne è stato di quel progetto? Dopo il rinnovo dell’Amministrazione regionale e l’avvento della Giunta guidata da Alessandrini a Pescara (Centrosinistra) e Maragno a Montesilvano (Centrodestra), tutto è finito malinconicamente nel dimenticatoio, scatenando la reazione di quanti avevano lottato e creduto nella proposta.

A ridare fiato alla polemica c’è ora l’associazione dei radicali abruzzesi, con Alessio Di Carlo (foto), già candidato sindaco per la lista ‘La Grande Pescara’, in prima linea. Per riaccendere i riflettori su una vicenda stucchevole, Di Carlo ha annunciato che a partire da oggi, lunedì 25 maggio, inizierà uno sciopero della fame.

In particolare, i radicali chiedono che il Consiglio regionale metta in calendario la discussione del progetto di legge presentato dal consigliere del Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante, circa la fusione dei 3 Comuni. Ma c’è di più: i radicali presenteranno a breve un esposto alla Procura della Repubblica in cui sarà denunciato il mancato riconoscimento dei diritti politici dei cittadini.






Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2015 alle 11:50 sul giornale del 26 maggio 2015 - 452 letture

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