Dopo l’arresto, Andrea D’Emilio torna all’attacco: ‘Provincia spende cifre enormi per dirigenti ma tratta studenti come bestie’

2' di lettura 24/05/2015 - La sua protesta davanti alla Biblioteca provinciale di Pescara, lo scorso 14 maggio, si era chiusa nel peggiore dei modi, con l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Dieci giorni dopo torna a farsi sentire Andrea D’Emilio (foto), il giovane di 31 anni che già in passato era balzato agli onori delle cronache locali a seguito di clamorose azioni di protesta.

In questo caso, a finire nel mirino del giovane sono state le precarie condizioni in cui versa la storica biblioteca pescarese, che lo avevano spinto ad incatenarsi a una balaustra chiedendo a gran voce nuovi fondi per la struttura. Scontata una notte ai domiciliari per aver rifiutato di sgomberare, Andrea è ora in attesa dell’udienza in tribunale fissata al prossimo 17 giugno.

“Il 14 maggio – racconta - sono stato arrestato e messo agli arresti domiciliari (poi revocati) per essermi incatenato dentro la biblioteca, nel tentativo di indurre il presidente della Regione D'Alfonso a fare il proprio dovere finanziandola”.

“La Biblioteca – denuncia D’Emilio - è abbandonata dalle istituzioni. Innanzitutto la Provincia, che dal primo gennaio 2014 non concede un euro per comprare nuovi libri e periodici; e da qualche mese anche la Regione, che non si assume l'onore di gestire questo indispensabile presidio di educazione collettiva. Dallo scorso novembre chiedo invano al presidente della Provincia di riverniciare le inferriate arrugginite da anni, spettacolo indegno, e mi sono offerto volontario: tutto inutile. Peccato che la stessa Provincia - conclude - spende quasi 500mila euro l'anno per pagare i suoi 5 dirigenti ma non riesce a comprare un po' di vernice e una panchina, costringendo i frequentatori della biblioteca a sedere per terra come bestie”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2015 alle 13:15 sul giornale del 25 maggio 2015 - 843 letture

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