Crisi, il cementificio chiude per cessazione attività. Svolta drammatica per i lavoratori

2' di lettura 22/05/2015 - ‘Il giorno 19 Maggio 2015 presso il Ministero del Lavoro è stata dichiarata da parte di Sacci SpA la cessazione dell’attività del cementificio di Pescara. La decisione è avvenuta nell’ambito del ritiro della procedura di mobilità per licenziamento collettivo riguardante gli stabilimenti che producono cemento quali Castelraimondo (Macerata), Pescara, Livorno e sede di Roma, nonché gli impianti della divisione calcestruzzi’. (da www.ageabruzzo.it)

Si apre così la nota del Segretario Generale Fillea CGIL di Pescara Massimo Di Giovanni, che fa il punto sulla situazione del capoluogo adriatico: critica e, al tempo stesso, differente da quella degli altri stabilimenti italiani.

Il Cementificio di Pescara (foto), a differenza di quelli di Macerata, Livorno e della sede di Roma, che hanno ottenuto la cassa integrazioni guadagni in deroga per 5 mesi e 12 mesi di CIG Straordinaria con causale “crisi aziendale”, non ha beneficiato dello stesso trattamento. In questo caso infatti si parla di CIGS per 12 mesi con causale “cessazione attività”: una differenza non formale ma sostanziale per i 34 lavoratori dello stabilimento pescarese.

"Ciò significa - prosegue Di Giovanni - che ancor prima di ottenere il concordato preventivo, richiesto da parte Sacci SpA al Tribunale di Roma, per tentare di salvare il gruppo si è deciso di dismettere il solo Cementificio di Pescara, insieme agli impianti. Pertanto – spiega il sindacalista - al 25 Maggio 2015, quando partirà la CIGS per cessazione attività, Sacci ha già decretato che nell’eventuale piano di salvataggio non è ricompreso il cementificio di Pescara. Vi è inoltre una indennità di 3 mila euro per chi scegliesse, volontariamente ed entro 120 giorni, di essere posto in mobilità indennizzata, cioè ancora prima dei 12 mesi”.

“La Direzione Sacci – si legge nella nota del sindacato - nonostante vi fossero le possibilità tecniche per farlo, non ha voluto quindi far rientrare anche il cementificio di Pescara in una CIGS per crisi aziendale, come è stato fatto per altri stabilimenti. Una scelta sbagliata e poco rispettosa di un territorio provinciale già dilaniato dal punto di vista occupazionale. Le istituzioni avrebbero dovuto farsi sentire di più, ma così non è stato, purtroppo”.

(da Agenzia giornalistica economica d’Abruzzo)


da Agea
Agenzia giornalistica economica d'Abruzzo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2015 alle 11:16 sul giornale del 23 maggio 2015 - 614 letture

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