Pasticcere ucciso, Grieco non risponde ai magistrati. La ricostruzione del delitto

07/05/2015 - Fermato dai Carabinieri a Pineto dopo una fuga durata 8 ore, Giovanni Grieco (foto) si è chiuso in un silenzio assoluto, rifiutando di rispondere alle domande rivolte dai magistrati. Sono queste le uniche notizie che filtrano dopo che il 42enne, accusato di aver ucciso a coltellate Giandomenico Orlando, è stato bloccato dai militari mentre era sdraiato su una panchina nei pressi della pineta della cittadina in provincia di Teramo.

Trasferito nei locali della Stazione dei Carabinieri, l’uomo risulta l’unico indagato per l’omicidio del pasticcere pescarese, ucciso il 6 maggio alle 8 del mattino in via Puccini mentre andava a buttare la spazzatura.

L’indagine, coordinata dalla Squadra Mobile di Pescara agli ordini di Pierfrancesco Muriana, grazie al supporto di numerose testimonianze e ai rilievi della Polizia Scientifica sembra andare in un’unica direzione: Grieco, ex buttafuori con la passione per il pugilato e le armi da taglio, dopo anni di screzi con la famiglia Orlando avrebbe deciso di passare dalle minacce ai fatti, aggredendo il titolare con 2 o 3 coltellate al collo. L’aggressione, avvenuta quando nella pasticceria erano presenti diverse persone, si è chiusa con la fuga precipitosa di Grieco a bordo di una Mini Cooper, mentre Orlando giaceva a terra in una pozza di sangue.

Raggiunto immediatamente dal figlio Alessio e da altri familiari, l’uomo è spirato pochi minuti dopo l’arrivo in ospedale. Oltre alle testimonianze raccolte dagli inquirenti, da subito tutti gli indizi puntavano contro Giovanni Grieco, che abita nell’appartamento sopra la pasticceria. A causa dei rumori che provenivano dal laboratorio, da anni l’ex buttafuori aveva scatenato una vera e propria guerra con i vicini, e gli abitanti del quartiere riferiscono di diversi episodi di minacce e aggressioni, seguite da denunce e controdenunce. In particolare, nel mirino dell’uomo era finito il figlio del titolare, e non è escluso che fosse proprio lui il vero obiettivo dell’aggressione. A quanto pare, il presunto assassino già in passato aveva assalito il giovane, e per questo era stato denunciato per lesioni.

Nel corso di una perquisizione domiciliare, la Polizia ha rinvenuto nell’abitazione del 42enne diverse armi da taglio, tra cui 4 pugnali e un machete. “Tutti sapevano che quell’uomo odiava i titolari della pasticceria – riferisce un abitante del quartiere, cliente degli Orlando -, ma la storia dei rumori è assurda, visto che quell’attività è qui da quasi 40 anni”.

L’arma con cui Grieco avrebbe aggredito Giandomenico Orlando, un tirapugni di metallo con lama, è stato rinvenuto in un cassonetto non distante dal luogo del delitto. Il presunto assassino, per cui scatterà l’accusa di omicidio volontario, è attualmente in stato di fermo nella camera di sicurezza della stazione dei Carabinieri di Pineto.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it




Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2015 alle 11:16 sul giornale del 08 maggio 2015 - 548 letture

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