Tagli agli stipendi dei politici? L’aula si svuota. La denuncia di Sara Marcozzi (M55): ‘Pessimo segnale’

05/05/2015 - Tagli agli stipendi dei politici? Neanche a parlarne. Si potrebbe leggere così la vera e propria fuga dei consiglieri regionali abruzzesi, che hanno precipitosamente abbandonato la commissione bilancio mentre era in discussione la proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle sui tagli alla politica.

La ricostruzione dei fatti è stucchevole: nel momento in cui Sara Marcozzi, prima firmataria della proposta, ha annunciato i dettagli, i consiglieri si sono allontanati, e nel giro di poco l’aula è rimasta completamente vuota. Al di là di ogni giudizio morale sulla vicenda, è bene sottolineare che questo comportamento ha pregiudicato l'esito della discussione, visto che è venuto a mancare il numero legale per procedere alla votazione.

“Se passasse la nostra proposta – ha spiegato la Marcozzi – nei 5 anni di legislatura si arriverebbe a risparmiare ben 23 milioni di euro”. Uno dei punti principali del ‘piano tagli’ del Movimento 5 Stelle riguarda proprio le indennità di consiglieri e presidenti di Giunta e Consiglio regionale, ridotte rispettivamente da 11.100 a 5.000 euro e da 13.800 a 6.500 euro. Un altro punto della proposta riguarda la sforbiciata ai rimborsi spese, che in molti casi porta la Regione a versare nelle tasche dei consiglieri fino a 4500 euro mensili.

“Il forfait – si legge in una nota del M5S - viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio, e non tiene conto del luogo di provenienza. Solo i consiglieri del M5S, grazie agli ormai famosi scontrini, rendicontano ogni spesa e percepiscono il rimborso solo su quanto realmente utilizzato. Gli altri, che vivano in provincia de L’Aquila o in luoghi più distanti dal capoluogo, intascano il forfait incrementando di molto il loro stipendio”.

Altri passaggi della proposta prevedono tagli alle indennità di vicepresidente e segretari di Commissione, l’abrogazione della polizza assicurativa in caso di morte o infortunio del consigliere, la cancellazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di rendite diverse. Infine, i consiglieri pentastellati propongono di equiparare l’età della pensione dei politici a quella dei lavoratori 'comuni', spostando da 60 a 67 anni la soglia per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto.

“Ma i politici evidentemente non ci stanno – attacca Sara Marcozzi - e piuttosto che non votarla hanno preferito non metterci la faccia e lasciare l’aula vuota. Noi restituiamo ormai da un anno, nei primi 6 mesi abbiamo accumulato, da soli, ben 133mila euro da impiegare in un fondo per le PMI. Purtroppo gli altri consiglieri del taglio dei loro stipendi non vogliano neanche discutere! In un momento in cui chiediamo sacrifici a tutti – conclude - il minimo sarebbe dare l’esempio e partire proprio dai loro lauti stipendi”.





Questo è un articolo pubblicato il 05-05-2015 alle 10:38 sul giornale del 06 maggio 2015 - 568 letture

In questo articolo si parla di politica, tagli, regione abruzzo, spending review, Paolo di Toro Mammarella, M5S abruzzo, sara marcozzi, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aiW2