Grillo espelle Bracco e scatena i consiglieri abruzzesi: ‘Se onesto, dimettiti’. La replica: ‘Burattini’

2' di lettura 30/04/2015 - E’ costata carissima a Leandro Bracco l’accettazione della delega alla cultura offerta da Luciano D’Alfonso: dopo la lunga sospensione e una valanga di proteste innescate sui social network dai sostenitori del Movimento 5 Stelle, il consigliere regionale è stato espulso da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

La fuoriuscita di Bracco, che si è già iscritto al gruppo misto, ha portato il M5S a cedere a Forza Italia il ruolo di primo partito d’opposizione, scendendo a 5 consiglieri. Motivo in più, per gli ex colleghi, per chiederne le dimissioni immediate: “Tutti i gruppi della provincia di Pescara – si legge in un comunicato del M5S Abruzzo - sottoscrivono l’espulsione del consigliere Leandro Bracco. Visto che Bracco ha accettato la delega senza confrontarsi minimamente con gli altri componenti del gruppo consiliare, e considerato che è esplicito e palese che già da prima dell’espulsione l’azione politica del consigliere non fosse più legata in alcun modo a quella del gruppo stesso, chiediamo che rinunci al suo incarico”.

Questo, si legge nella nota, “per consentire al gruppo consiliare del M5S di tornare ad avere 6 consiglieri e mantenere così il ruolo di secondo partito all’interno dell'assise regionale”. Stando agli ex colleghi, più di una volta Bracco avrebbe votato senza confrontarsi con il gruppo, per non parlare della lunga assenza da banchetti e altre attività promosse dal movimento sul territorio.

“Leandro Bracco – conclude il comunicato - deve dimettersi perché non rappresenta più lo spirito del M5S, grazie al quale è stato eletto ed oggi siede sui banchi del consiglio. Chiediamo un gesto di onestà intellettuale e coraggio: non può esserci nessun altro epilogo se non quello delle dimissioni”.

“Sono loro che devono vergognarsi – ha risposto l’ex grillino -, io resto all’opposizione e continuerò a devolvere gran parte della mia indennità a una Onlus. Nel M5S la democrazia non esiste, non ho nessuna intenzione di fare la pecora o il burattino come tanti altri opportunisti”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-04-2015 alle 12:47 sul giornale del 02 maggio 2015 - 856 letture

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