Montesilvano: 32 profughi nella zona turistica, scoppia la polemica. Sospiri: ‘Così uccidono l’economia’

2' di lettura 16/04/2015 - Come sta avvenendo in diverse città italiane, anche a Montesilvano nelle ultime ore è arrivato un gruppo di 32 immigrati, sbarcati giorni fa sulle coste siciliane. Subito dopo le operazioni di identificazione condotte dalla Questura di Pescara, i profughi saranno trasferiti presso un albergo della città adriatica, seguendo lo stesso iter dei gruppi giunti nei mesi scorsi. (foto d'archivio)

L’hotel che ospiterà gli immigrati si trova nella zona dei Grandi Alberghi, a due passi dalle strutture ricettive più grandi e importanti della costa abruzzese, e proprio questo particolare ha sollevato alcuni malumori tra gli operatori commerciali e qualche cittadino.

A farsi portavoce del malcontento è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: “Riempire di profughi la zona più turistica di Montesilvano, quella dei Grandi Alberghi, per una città che vive di turismo significa uccidere l’economia di un territorio dove la crisi ha già ridotto al collasso centinaia di famiglie. Lo Stato italiano spenderà 35 euro al giorno a testa per garantire vitto e alloggio di lusso agli immigrati, ma Montesilvano e i suoi cittadini non possono permettersi una tale generosità”.

Da qui, la richiesta al sindaco Francesco Maragno di bloccare ulteriori arrivi e chiedere il trasferimento di quanti già si trovano nella città adriatica. “Non buttiamola subito nella gazzarra del razzismo – prosegue il capogruppo di FI - e piuttosto ragioniamo su fatti oggettivi e concreti: sistemare i profughi proprio lì, significa uccidere la stagione turistica, con la cancellazione di decine di prenotazioni di posti letto. Il trattamento previsto va ben oltre gli obblighi di ospitalità comunitaria: forse a Roma non sanno che a Montesilvano, come nelle altre città, ci sono migliaia di italiani che hanno perso il lavoro, che vivono non con 35 euro al giorno, ma con 35 euro al mese per campare la famiglia. Il trattamento che verrà garantito ai profughi, vitto e alloggio gratis, servizio di lavanderia, telefono anche per chiamare ‘casa’, rappresenta uno schiaffo alla dignità e ai diritti dei cittadini, che si piegano quotidianamente a ogni genere di lavoro e di sacrificio per tirare avanti. Il sindaco intervenga per disporre il trasferimento dei profughi e soprattutto per impedire ulteriori arrivi, tenendo conto, in primo luogo, delle esigenze dei cittadini e degli operatori economici del suo territorio”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 16-04-2015 alle 17:23 sul giornale del 17 aprile 2015 - 678 letture

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