Strage di Milano, il sindaco: ‘Violenza bestiale’. Buttiglione salva la casa e attacca: ‘Abbandonati dalle istituzioni’

3' di lettura 10/04/2015 - Fioccano le reazioni all’indomani della strage al tribunale di Milano, dove un imprenditore di 57 anni, sotto processo per bancarotta fraudolenta, ha esploso 13 colpi di pistola uccidendo 3 persone.

“Oggi la violenza bestiale è ritornata nelle nostre vite – ha dichiarato il sindaco Marco Alessandrini -, esprimo a nome della città vicinanza non solo ai parenti delle persone morte, ma anche all’intera comunità giudiziaria milanese, che è stata colpita gravemente da quanto accaduto”.

Sono parole che suonano particolarmente significative in un momento di lutto per l’intera nazione, visto che proprio il Primo Cittadino pescarese, per anni impegnato professionalmente nel capoluogo lombardo, nel 1979 - a soli 9 anni - vide morire suo padre, il giudice Emilio Alessandrini, assassinato da un commando del gruppo terroristico Prima Linea.

“Mi tocca anche il fatto che a mia memoria sono il giudice Guido Galli e l'avvocato Giorgio Ambrosoli, oltre trent'anni fa, le ultime vittime di questo mondo. Com’è possibile – si chiede il sindaco - che la persona che ha sparato sia entrata in tribunale con una pistola? E’ un dato che pone molti interrogativi sul sistema della sicurezza, soprattutto ora che la città di Milano si prepara ad accogliere una manifestazione come l'Expo”.

Un altro commento importante giunge da Silvio Buttiglione, che proprio nelle ore in cui ha avuto luogo la sparatoria era impegnato a ‘difendere’ in tribunale la propria casa, messa all’asta per la quinta volta dai creditori (link articolo). Sostenuto dai parlamentari del M5S Daniele Del Grosso e Carlo Sibilia, anche in questo caso l’ex imprenditore di Montesilvano ha potuto tirare un sospiro di sollievo, visto che la seduta è andata deserta.

Auspicando la sospensione della procedura a suo carico, fuori dal tribunale Buttiglione ha commentato quanto accaduto a Milano: “La giustizia troppo spesso lascia da soli gli imprenditori in difficoltà. Queste situazioni sono causate dal dramma della solitudine... Quando si resta soli, quando le istituzioni ti voltano le spalle, c’è il rischio di restare vittime dei propri deliri. Anch’io quando mi ritrovai sul lastrico ho pensato a un gesto clamoroso, ma è ovvio che la violenza vada sempre e comunque condannata”.

“Questo sistema – attacca Sibilia - continua a mietere vittime. Tra il 2012 ed il 2014 sono infatti raddoppiati i suicidi per motivi economici: in 439 si sono tolti la vita schiacciati da debiti, fallimenti, licenziamenti e disoccupazione. E se il 45% sono imprenditori e titolari di aziende, il 42% del totale è rappresentato da disoccupati”. “È una sconfitta per tutti sapere che alcune persone in una folle disperazione guardano allo Stato come ad un nemico da abbattere – prosegue il parlamentare -, per evitare il ripetersi di tragedie simili occorre fornire assistenza e supporto psicologico alle vittime della crisi".