Asse attrezzato, riattivato depuratore. Denuncia-shock degli ambientalisti: ‘Liquami nel fiume, 120mila persone a rischio'

08/04/2015 - A tre giorni dal cedimento di parte dell’Asse attrezzato in prossimità del cementificio, proseguono a ritmo serrato su via Raiale le attività di ripristino delle infrastrutture coinvolte nel grave incidente (foto).

La novità principale è che Anas e Aca hanno concluso positivamente le operazioni di verifica sullo stato della condotta dismessa, da utilizzare in via emergenziale in sostituzione di quella andata distrutta. Nelle prime ore di stamattina sono state riattivate le pompe che hanno immesso gradualmente acqua all’interno della condotta. Proprio per tenere sotto stretto monitoraggio lo stato della vecchia condotta, il flusso è stato prima interrotto e successivamente riattivato, e al momento la tubazione lavora a pieno regime, seppure con una portata ridotta.

“Si tratta di un passo importantissimo - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Enzo Del Vecchio - perché consente al depuratore di non interrompere il suo ciclo e di monitorare la quantità che arriva allo stesso impianto. In queste ore l’Aca provvederà a effettuare altri lavori sulla rinata condotta, con l’auspicio che in poco tempo la stessa possa entrare in funzione nella sua interezza, eliminando così ogni criticità di tipo ambientale”.

“Nel frattempo – prosegue Del Vecchio - l’Anas continua con le prove di carotaggio del terreno per la realizzazione di pali di sostegno all’Asse attrezzato, mentre i tecnici della Telecom stanno realizzando un bypass a tutela dei cavi di fibra ottica che passavano lungo il muro caduto”. La corsia di marcia della tangenziale, stando a quanto riferito dall’Anas, sarà riaperta entro fine mese, in quanto risulta necessario allestire un nuovo muro di sostegno.

Nonostante le rassicurazioni del Comune, gli ambientalisti si interrogano sulle conseguenze dell’incidente e lanciano l’allarme: “Il crollo della condotta fognaria che portava gli scarichi cittadini al depuratore è una vera e propria emergenza ambientale - dichiara Alessio Di Pasquale, segretario del Comitato No Rifiuti -. Da tre giorni i liquami finiscono direttamente nel fiume Pescara e, da lì, al mare. Si tratta di un caso eclatante di inquinamento e per questo chiediamo che la magistratura faccia il suo dovere, accertando e trovando i responsabili di questo danno incalcolabile all’ambiente e alla salute dei cittadini. Troviamo vergognoso – prosegue Di Pasquale – che il vicesindaco di Pescara dichiari che ‘L’unica certezza è che, con la fogna fuori servizio, i liquami di Pescara non finiscono più al depuratore ma direttamente nel fiume’. Tutto lascia presagire che i residui fognari continueranno a finire nel fiume, anziché nel depuratore, aggravando e compromettendo ulteriormente la salute del nostro fiume e del nostro mare a pochi giorni dall’apertura della stagione estiva, senza conoscere gli effetti sul pescato”.

“Chiediamo certezza sui tempi di ripristino della condotta crollata – conclude -, senza dubbi o giochi di parole. Non ci accontentiamo di sentirci dire che è difficile stabilire le tempistiche: una amministrazione deve essere in grado di fronteggiare anche le emergenze e gli imprevisti, soprattutto se sono di questa portata e se mettono a rischio la salute di decine di migliaia di cittadini. Parliamo infatti di una fogna che raccoglie le acque nere di oltre 120.000 persone al giorno”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2015 alle 16:47 sul giornale del 09 aprile 2015 - 603 letture

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