Elettrodotto Terna, inizia la resa dei conti a Pescara

3' di lettura 04/02/2015 - Tensione alle stelle a Pescara e provincia in relazione ai lavori programmati da Terna per la realizzazione dell'elettrodotto Italia-Montenegro (foto). Il progetto, denominato ‘Mon.Ita’ prevede la sistemazione di un cavidotto che attraverserà diverse zone della provincia, trovando sbocco nel cantiere in allestimento nei pressi della foce di Fosso Vallelunga, a Pescara Porta Nuova.

Nonostante le rassicurazioni dell'amministrazione comunale, negli ultimi mesi la questione ha sollevato forti polemiche, a cominciare dalle aree interessate dal passaggio. Lo scorso 15 gennaio, in particolare, sul blog di Beppe Grillo è stato inserito un post che gettava pesanti ombre sul progetto, descrivendo un ‘patto scellerato, sottoscritto dalle istituzioni, che bistratta ambiente, salute ed economia del Paese, a favore di grandi lobby e interessi che recano evidenti svantaggi all'Italia” (link articolo).

Per tutta risposta, Terna ha organizzato una conferenza stampa in Comune, fornendo ulteriori dettagli sull’infrastruttura e annunciando una sorta di ‘Open day’ organizzato per rassicurare la cittadinanza rispetto alle voci circolate nelle ultime settimane. Come spiegato dal dirigente responsabile di autorizzazioni e concertazioni di Terna Rete Italia, Adel Motawi, “Il nuovo elettrodotto sottomarino Italia – Montenegro è parte del piano di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale di Terna, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il Montenegro, e più in generale l’area balcanica, sono caratterizzati da un rilevante potenziale energetico non utilizzato di tipo idroelettrico e rinnovabile, e disporranno nel medio-lungo periodo di una significativa disponibilità di energia in surplus a costi inferiori rispetto a quelli italiani”. Da qui, l’avvio delle attività per la messa in opera dell’infrastruttura sia in Italia che in Montenegro.

Venerdì 6 febbraio i tecnici e i responsabili di Terna incontreranno la cittadinanza dalle 10 alle 19 presso il Teatro D’Annunzio per fornire tutte le rassicurazioni del caso. “L’iniziativa – si legge nel comunicato di presentazione dell’Open day - nasce dalla volontà di continuare un percorso di dialogo costruttivo e trasparente con la popolazione locale, con l’obiettivo di far conoscere e comprendere aspetti tecnici, in alcuni casi effettivamente complessi, di una delle opere più importanti in programma da Terna per la sicurezza e la qualità del servizio elettrico”.

“In particolare – prosegue la nota - tecnici di Terna Rete Italia e rappresentanti dell’amministrazione comunale di Pescara saranno a disposizione dei cittadini lungo un percorso ideale con stand tematici sull’opera in oggetto. Ogni stand sarà dedicato ad un tema particolare di interesse pubblico: motivazioni, caratteristiche e benefici dell’opera, ricadute per i cittadini e le strutture ricettive dei cantieri (balneazione, pesca, viabilità, ecc), campi elettromagnetici, percorso concertativo con le amministrazioni comunali”.

Nelle stesse ore il Movimento 5 Stelle, fortemente ostile al progetto, terrà una sorta di contro-manifestazione, con l’intervento dei parlamentari abruzzesi e dei vertici regionali del gruppo pentastellato. Alla manifestazione aderiranno anche associazioni ambientaliste e gruppi di attivisti impegnati nella tutela del territorio.

In attesa di giornate che si annunciano decisamente ‘calde’, Gianni Melilla, deputato pescarese di Sel, ha rivolto una interrogazione al Ministro dell’Ambiente. “All’indomani di intense giornate di maltempo – scrive Melilla - le aree utilizzate per il cantiere nei pressi del Fiume Pescara sono state pericolosamente sommerse dall’acqua. Il Fiume Pescara ha letteralmente sommerso diversi cantieri dell’elettrodotto in provincia di Pescara e occupato aree in cui presto dovrebbero iniziare i lavori per altri sostegni. In una nota numerose associazioni ambientaliste e comitati hanno sottolineato forti preoccupazioni. A loro avviso più di un terzo (55 su 151 sostegni) di questa grande opera è localizzato in aree classificate a rischio idrogeologico”. Da qui, la richiesta di verificare possibili rischi per il territorio, unitamente ad accertamenti “sulle decisioni assunte dai soggetti istituzionali preposti ai controlli e al rispetto delle prescrizioni del progetto”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2015 alle 16:08 sul giornale del 05 febbraio 2015 - 1757 letture

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