Scacco alla maggioranza: rinviata la delibera sui libri non pagati. Seccia: ‘Sconfitta l’arroganza’

27/01/2015 - ‘L’arroganza stavolta l’abbiamo sconfitta’: è questo il primo commento di Eugenio Seccia (Forza Italia) dopo il rinvio della delibera sul debito da 47mila euro verso l’editrice Carsa.

“Ho presentato ben 31 istanze sospensive – ha spiegato il vicepresidente del Consiglio comunale - firmate da tutta l’opposizione, al fine di chiarire ma anche impedire situazioni ambigue su un debito da decine di migliaia di euro”. E dopo una seduta infuocata, la maggioranza ha infine deciso di rinviare la delibera, ‘rimandandola’ all’approfondimento della Commissione consiliare competente.

Come si ricorderà, la questione riguarda i famosi ‘2000 libri’ commissionati nel 2008 dall’allora sindaco Luciano D’Alfonso, che si affidò proprio alla casa editrice pescarese per la realizzazione di un prodotto ‘celebrativo’ delle opere realizzate in città nel quinquennio di governo. Caduto D’Alfonso a seguito delle note vicende giudiziarie, per anni di quella vecchia pendenza - che inizialmente ammontava a circa 100mila euro - non si seppe più nulla.

Il volume, che consiste in una raccolta di immagini delle opere volute da D’Alfonso a Pescara, riportava anche l’autorevole commento di figure del mondo accademico e culturale, e secondo i propositi iniziali doveva essere distribuito ad Enti pubblici, sia in Italia che all’estero. Il problema è che di questi volumi oggi nessuno sa più niente, mentre il debito iniziale, dopo una transazione con il creditore, è stato ridotto a 47mila euro.

Qualche settimana fa però la Carsa Srl si è fatta avanti per rivendicare il saldo della cifra, spingendo l’amministrazione a muoversi con urgenza per risolvere la questione. La relativa delibera ha però scatenato l’offensiva delle opposizioni, e se da una parte Eugenio Seccia si è fatto portavoce del ‘malcontento’ del Centrodestra, sull’altro versante si è mosso anche il Movimento 5 Stelle, con Erika Alessandrini che ha riservato parole di fuoco all’esecutivo.

Con queste premesse, il Consiglio comunale tenutosi nel pomeriggio di lunedì 26 gennaio è stato lo scenario di una vera e propria battaglia, e alla fine l’Assise con 15 voti ha decretato il rinvio della delibera. Prima della votazione, maggioranza e opposizione si sono scambiate accuse durissime, con tutti gli interventi focalizzati sulla questione dello sperpero di denaro pubblico.

“Viene quasi da ridere – ha attaccato Enrica Sabatini, capogruppo del M5S – se non fosse che sono i cittadini a dover pagare l’eredità di chi ha sempre pensato di farla franca, comprando libri e pagando alberghi senza sentire neppure il bisogno di giustificarsi”.

Subito dopo, i consiglieri di Centrodestra hanno esposto uno striscione con la scritta 'Hai qualcosa da vendere? Spedisci al Comune di Pescara in piazza Italia 1, debito fuori bilancio e pagamento assicurato!" (foto)

“In 3 anni - ha replicato Marco Presutti, capogruppo del PD, rivolgendosi ai consiglieri di Centrodestra – avete speso 50mila euro per inserzioni pubblicitarie su un giornale pescarese, per non parlare di altri 40mila euro per promuovere un festival... Vergogna!”

In attesa degli ‘approfondimenti’ della Commissione Finanze, ad esultare per ora è soprattutto Seccia: “Prima di votare un atto che produrrà un esborso finanziario di ben 47mila euro – ammonisce però il consigliere di Forza Italia – bisognerà fare chiarezza, a partire dalla motivazione e dalle modalità di acquisto del bel libro in oggetto. E poi, chi ha ricevuto i libri per promuovere la città? E perché nel recente passato altre ditte non sono state pagate e di conseguenza sono fallite? Dipende da una linea comportamentale del Comune o magari ci sono altre ragioni?”





Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2015 alle 10:32 sul giornale del 28 gennaio 2015 - 1085 letture

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