Doppia grana per D’Alfonso: multa in autostrada e libri mai pagati, insorgono le opposizioni

22/01/2015 - Doppia tegola per il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso: mentre spunta il 'caso' di una vecchia multa per eccesso di velocità in autostrada, arriva la notizia che il Governatore, ai tempi in cui era sindaco di Pescara, avrebbe lasciato un debito di decine di migliaia di euro per libri ordinati e mai pagati.

Il debito risale al 2008, quando l’allora sindaco D’Alfonso commissionò a una casa editrice locale la realizzazione di 2mila volumi ‘celebrativi’ delle opere realizzate in città nel quinquennio di governo. Caduto D’Alfonso a seguito delle note vicende giudiziarie, per anni di quella vecchia pendenza - che a quanto pare ammontava a circa 100mila euro - non si seppe più nulla.

Il volume, che consiste in una raccolta di immagini delle opere volute da D’Alfonso a Pescara, riportava anche l’autorevole commento di figure del mondo accademico e culturale, e secondo i propositi iniziali doveva essere distribuito ad Enti pubblici, sia in Italia che all’estero. Il problema è che di questi volumi oggi nessuno sa più niente, così come lascia perplessi il fatto che la fattura iniziale, pari a circa 100mila euro, dopo una ‘transazione’ sia praticamente dimezzata.

In ogni caso, 50euro a libro in tempi di crisi sono sembrati decisamente troppi all’attuale opposizione, che chiede di fare luce sulla vicenda. Il primo a sollevare la questione è stato Eugenio Seccia, vicepresidente del Consiglio comunale. “Prima di votare un atto che produrrà un esborso finanziario di ben 47mila euro – ha tuonato il consigliere di Forza Italia – vorremmo avere qualche chiarimento sulla vicenda. Innanzitutto è ignota la motivazione, eventuale, all’acquisto del bel libro in oggetto. E poi, chi ha ricevuto i libri per promuovere la città? Sarebbe interessante sapere chi ha ordinato, senza impegno di spesa, ben 100mila euro di libri. E poi mi chiedo perché nel passato appena trascorso altre ditte non sono state pagate e di conseguenza sono fallite? Dipende da una linea comportamentale del Comune o magari ci sono altre ragioni?”

La novità è che la Commissione Finanze nella giornata di ieri ha respinto la delibera dell’Amministrazione comunale, che prevedeva il pagamento del saldo al creditore. In attesa dello scontro in Consiglio comunale, le opposizioni affilano le armi e attaccano a testa bassa l’esecutivo. Dopo l’affondo della grillina Erika Alessandrini (“Non è giusto che i cittadini paghino il debito di altri”), è tornato alla carica anche il Centrodestra, con le dure parole dell’ex assessore Isabella Del Trecco: “L'allora sindaco ordina 2000 volumi sulle sue opere, non paga, arriviamo noi che contestiamo l'operazione, poi tornano loro al governo e che fanno? Lasciano perdere l'impugnativa... non era mai successo che un Ente pubblico rinunciasse a far valere i propri diritti per far risparmiare soldi della cittadinanza, effettuando una transazione da 47mila euro! E' una follia: ma non c'era il pre-dissesto? E la crisi? Non era meglio investire quei soldi per famiglie bisognose?”

In attesa della ‘resa dei conti’ della settimana prossima, non si placano le polemiche anche in merito alla multa da 1.400euro inflitta al Governatore lo scorso mese di agosto per eccesso di velocità. D’Alfonso, beccato sulla A25 mentre era diretto a Roma, ha presentato senza successo il ricorso al Prefetto dell’Aquila, ed è ora in attesa che sulla questione si pronunci il Giudice di Pace.

Anche in questo caso non sono mancate le polemiche, con il Presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo che ha incalzato il Governatore: “Chi pagherà queste spese? La Regione dovrà farsi carico delle spese legali?”. Febbo ha quindi presentato una interrogazione, che mira a fare luce anche sulle motivazioni della multa. “Perché D’Alfonso viaggiava a quella velocità? Era accompagnato dall’autista? E in questo caso – conclude il consigliere regionale – chi si farà carico di eventuali indennità nel caso gli venga ritirata la patente?”

La replica arriva dal sottosegretario alla Giunta regionale, Camillo D’Alessandro: ““Il Prefetto dell’Aquila – spiega - ha rigettato il ricorso poiché la Polizia stradale ha prodotto delle controdeduzioni sulla insussistenza dello stato di necessità. In realtà – precisa D’Alessandro - ci troviamo di fronte ad una violazione posta in essere per garantire l’adempimento di un dovere istituzionale”. “Tale dovere istituzionale – prosegue il sottosegretario – si esplicava nella necessità di partecipare ad un riunione presso il Ministero dello Sviluppo economico a Roma, prevista alle ore 8:00, per fare il punto con tutti i livelli istituzionali e poi discutere con il viceministro Claudio De Vincenti del gasdotto della Snam che dovrebbe attraversare l’Abruzzo. Questo verrà rappresentato nel ricorso che, come ogni cittadino – e quindi senza alcun privilegio – il Presidente D’Alfonso presenterà al Giudice di Pace di Avezzano, competente per territorio”.

“In ogni caso – conclude D’Alessandro – qualora le sue ragioni non venissero riconosciute in sede di ricorso, legittimamente consentito ad ogni cittadino, si provvederà al pagamento dell’ammenda”.





Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2015 alle 11:36 sul giornale del 23 gennaio 2015 - 1556 letture

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