Paura a Palazzo di Città, albanese minaccia i dipendenti: ‘Non sapete cosa può fare un musulmano’

15/01/2015 - Ancora alta tensione a Palazzo di Città a seguito dell’ennesima aggressione ai danni del personale del Comune. Come raccontato da un testimone, un uomo di origine albanese ha fatto irruzione negli uffici dell’Assessorato all’Istruzione inveendo pesantemente contro alcuni dipendenti. (nella foto, l'assessore Giovanni Di Iacovo)

“Non sapete cosa può fare un musulmano”, avrebbe gridato l’uomo di fronte a una dipendente dell’ufficio. A quanto pare, a scatenare la sua rabbia sarebbe stata la mancata concessione del rimborso spese del Comune per l’acquisto di testi scolastici. Allontanatosi dall’ufficio, poco dopo l’uomo si è ripresentato per parlare con l’assessore all’Istruzione, Giovanni Di Iacovo, chiedendo spiegazioni circa la bocciatura della sua domanda. Di fronte alle argomentazioni di Di Iacovo, l’uomo avrebbe ritrovato la ragione, lasciando di sua spontanea volontà gli uffici del Comune.

Dopo l’aggressione subita la scorsa settimana dagli assessori Cuzzi e Sulpizio, si tratta dell’ennesimo episodio segnalato a Palazzo di Città, con personaggi infuriati che prendono di mira gli amministratori locali. Ma a quanto pare non sono solo i politici ad essere finiti nel mirino di chi perde facilmente le staffe: stando a quanto riferito da alcuni dipendenti comunali, più volte il personale si è trovato a fare i conti con sconosciuti che non hanno lesinato ingiurie e minacce.

Le ore maggiormente a rischio sarebbero quelle pomeridiane, con i rientri del martedì e del giovedì, quando risulterebbero molto allentati i controlli all’interno degli uffici comunali. Gli ultimi episodi hanno riacceso le polemiche in merito alla scarsa sorveglianza a Palazzo di Città, e se da una parte c’è chi preme per il ripristino dei ‘tornelli’, fatti istallare dalla vecchia amministrazione e disattivati dal sindaco Alessandrini, dall’altra si sottolinea la necessità di mantenere sempre aperte le porte del Comune alla cittadinanza.

“Gli episodi accaduti di recente – spiega il Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Marco Presutti - hanno indotto a rafforzare la vigilanza con la presenza di una pattuglia della Polizia Municipale, un’attività che rientra pienamente tra le competenze del corpo, e che già nel passato si era svolta a Pescara. Ma non ha senso richiamare la questione dei tornelli, che in senso assoluto non sono un presidio per la sicurezza, ma soltanto un limite all’accesso al Comune. Nessuno – prosegue il consigliere - vieta a chi si è accreditato in guardiola di compiere in seguito violenze in un ufficio. La nostra idea è che ognuno è benvenuto nel Palazzo di Città, che è la casa di tutti i pescaresi, e ovviamente nessuno deve farsi identificare quando entra a casa sua”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it




Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2015 alle 16:38 sul giornale del 16 gennaio 2015 - 1322 letture

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