Disturbi alimentari, l’autrice del libro-evento su D’Alfonso incalza il Governatore: ‘Aspetto una risposta’

06/01/2015 - In Abruzzo manca una struttura residenziale extraospedaliera per la cura dei disturbi alimentari: a denunciarlo è Rita Consorte, giornalista e autrice del libro ‘Processo Housework: tutti assolti’.

La Consorte a metà dicembre ha inviato al Presidente della Regione Luciano D’Alfonso (foto) una lunga mail, in cui chiedeva al primo rappresentante della ‘Regione Facile’ un intervento per favorire la nascita di una struttura essenziale per curare questo tipo di disturbo, che anche in Abruzzo colpisce diverse migliaia di persone.

Oltre ai riferimenti personali contenuti nella mail, ciò che colpisce dell’iniziativa è la stessa figura della Consorte, che già in passato è venuta a stretto contatto con le vicende del Governatore. La giornalista è infatti nota per aver dato alle stampe l’unica pubblicazione interamente dedicata al processo a carico dell’ex sindaco, firmando una puntigliosa ricostruzione dell’iter giudiziario, partito con l’inchiesta del pm Gennaro Varone sulle presunte tangenti al Comune di Pescara e concluso nel febbraio 2013 con l’assoluzione di Luciano D’Alfonso.

Qualche mese dopo la pubblicazione, ecco che la giornalista è tornata sulle tracce del ‘Faraone d’Abruzzo’, incalzandolo sulla necessità di dotare la Regione di una struttura adeguata per curare i disturbi del comportamento alimentare e dell'obesità.

Ma a 20 giorni dall’invio, il Presidente non ha ancora fornito riscontri. “Non ho intenzione di arrendermi – attacca Rita Consorte – e sono pronta a continuare la mia battaglia: sono una cittadina abruzzese che paga le tasse e credo di avere il diritto di ricevere un servizio che attualmente manca e che rende difficile il mio percorso di guarigione”.

Riportiamo a seguire il testo integrale della mail inviata al Presidente della Regione.


Egregio Presidente,

a seguito della mia mail inviatale ieri sera durante la trasmissione dell'8 volante condotta da Pasquale Pacilio, ho sollevato una questione non solo personale ma che interessa l'intera collettività abruzzese.

Con decreto del Commissario ad Acta n°69 del 22 maggio 2014 attraverso la Direzione Politiche della Salute, la Regione Abruzzo ha diramato le "Linee guida per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare e dell'Obesità". Queste linee guida sono solo un piccolo tassello di un mosaico che si deve ancora costruire.

Attualmente, la nostra Regione - quella che lei definisce "facile" - necessita di una Struttura Residenziale o Semiresidenziale extraospedaliera per la cura dei Disturbi Alimentari. Nonostante ci siano alcuni centri ambulatoriali, ciò non basta a coprire il fabbisogno quotidiano di ogni famiglia o soggetto che vengono colpiti da queste patologie, che stanno divenendo una vera e propria piaga sociale. Anoressia, Bulimia e Disturbo di Alimentazione incontrollata sono patologie che colpiscono l'animo più profondo di un essere umano.

Personalmente, mi sento molto coinvolta in prima persona nella realizzazione (lo spero) di un sogno che merita di essere concretizzato per recuperare ragazzi e ragazze che soffrono di queste patologie. La Regione Umbria, con le sue strutture e servizi rappresenta un modello da imitare, tanto che anche la Repubblica di Malta ha esportato questo "modello umbro".

Non so se a lei sta a cuore la salute degli abruzzesi, ma a me sì, perchè i disagi psicologici che mi crea questo disturbo di cui soffro sono devastanti e si ripercuotono nella mia vita sociale. Ho una mole di documenti raccolti dalle varie Regioni, tra cui l'Umbria, se per caso le interessa non deve fare altro che rispondere a questa mail ed io le invierò tutto il materiale con l'augurio che anche nella mia Regione possa sorgere una struttura che in questo momento manca... sono un'abruzzese che paga le tasse e credo di avere il diritto ed il dovere di avere dalla mia Regione un servizio che attualmente manca e che rende particolarmente difficile il mio percorso di guarigione.

Distinti saluti,

Rita Consorte





Questo è un articolo pubblicato il 06-01-2015 alle 20:57 sul giornale del 07 gennaio 2015 - 1533 letture

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