Portaerei Cavour, clamoroso affondo di Febbo: ‘D’Alfonso è scappato via come Schettino’

2' di lettura 14/11/2014 - Ha un clamoroso quanto inatteso strascico polemico la disavventura di un centinaio di passeggeri, tra politici e giornalisti, che lo scorso 12 novembre sono stati costretti a lasciare la portaerei Cavour a bordo di un elicottero.

Come si ricorderà, a causa del mare in burrasca gli ospiti non avevano potuto lasciare nei tempi previsti l’enorme nave ammiraglia della Marina Militare, ormeggiata a circa un miglio dal porto di Ortona. Ed è così che quella che doveva essere una giornata di festa, con la firma di un accordo tra Regione Abruzzo e Marina Militare, seguita da pranzo e visita della nave, si è trasformata in una lunga sofferenza per un centinaio di visitatori, trasportati a terra in piccoli gruppi grazie al ‘ponte’ con Pescara garantito da due elicotteri dell’Esercito.

Le operazioni di trasbordo, concluse solo intorno alle 23, e dunque diverse ore dopo il programmato ritorno a terra, hanno provocato la piccata reazione di Mauro Febbo, ex assessore della Giunta Chiodi e attualmente presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale. Nel mirino di Febbo è finito il presidente della Regione Luciano D’Alfonso colpevole, a suo dire, di aver abbandonato in fretta e furia la nave, scavalcando tutti gli altri passeggeri.

“Il Presidente D’Alfonso ha voluto essere da esempio – ha dichiarato ironicamente l’ex assessore - e ha lasciato la Cavour anticipando abbondantemente tutti gli altri, compreso il suo staff, facendosi accompagnare in elicottero ancor prima che si decidesse di evitare l’utilizzo delle imbarcazioni per il rientro in porto”.

Ma la vera sorpresa arriva quando l'esponente di Forza Italia arriva a paragonare ‘Big Luciano’ addirittura all’ex comandante della Costa Condordia, Francesco Schettino (foto): “Neanche il comandante Schettino – spara a zero Febbo - è stato così lungimirante. Se questo fosse confermato - prosegue - il nostro Governatore ha mostrato la sua grande lungimiranza e battendo sul tempo anche le avversità meteorologiche ha preferito lasciare la portaerei subito dopo la firma dell’accordo tra Regione e Marina Militare”.

Infine, un cenno alla location scelta per la stipula del protocollo: “Considerate le condizioni meteo non favorevoli, era proprio necessario utilizzare la nave? Non era meglio scegliere un'altra location, più adeguata alla situazione? In questo modo – conclude – almeno avremmo potuto evitare di utilizzare ben due elicotteri, costretti a ore e ore di volo, risparmiando tanti soldi pubblici”.






Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2014 alle 16:33 sul giornale del 15 novembre 2014 - 1085 letture

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