Stefano Cucchi, anche a Pescara scoppia la tempesta: Forza Italia e Polizia contro Sel e PD

4' di lettura 05/11/2014 - L’idea era partita dal Consigliere comunale del PD, Francesco Pagnanelli, che su facebook aveva proposto di intitolare anche a Pescara una strada a Stefano Cucchi (foto), il giovane arrestato il 15 ottobre 2009 per detenzione di droga e deceduto una settimana dopo all'Ospedale Sandro Pertini di Roma.

Il caso, tornato alla ribalta dopo il verdetto della Corte d'Appello di Roma, che ha assolto tutti gli imputati, ha avuto forti ripercussoni anche nel capoluogo adriatico. Anticipando la sua richiesta formale in Consiglio, proprio a ridosso della sentenza di assoluzione, Pagnanelli aveva parlato della necessità di “non dimenticare una vittima di violenza senza colpevoli ed una pagina oscura della giustizia italiana”.

Affermazioni che però non erano andate giù ad Alessandro Rosito, segretario regionale del sindacato di Polizia Coisp, che si chiedeva “perché mai dedicare una strada per ricordare una persona deceduta subito dopo un arresto per droga”.

E mentre Pagnanelli parava le critiche precisando come la proposta non fosse affatto contro le forze dell’ordine, in suo soccorso è intervenuta anche Sel Pescara, che si è unita “a gran voce” al consigliere del PD nel chiedere “che venga intitolata una strada a Stefano Cucchi, giovane consegnato nelle mani dello Stato e restituito alla famiglia morto e presumibilmente seviziato”.

“Noi di Sel – si legge in una nota stampa - esprimiamo sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia di Cucchi e riponiamo fiducia nella magistratura che siamo certi farà luce su questa oscura e terribile vicenda. Un ragazzo debole e indifeso, lasciato solo da tutti e morto senza neanche poter abbracciare la propria famiglia, è una ferita insanabile per la nostra democrazia”. In tal senso, “una via a ricordo di quanto accaduto è il minimo che un Comune possa fare affinché vicende brutali come queste non si ripetano mai più”. Per quanto riguarda le accuse del Coisp, Sel si chiede polemicamente “Cosa centra chi è morto in servizio con il caso di Stefano Cucchi? ” “Qui nessuno è contro le forze dell'ordine – conclude il comunicato - ma chi sbaglia dev'essere perseguito a norma di legge e, a meno che non si creda che Cucchi si sia picchiato da solo, qualcuno è colpevole e questo qualcuno dev'essere smascherato e assicurato alla giustizia in nome di quegli stessi valori che il corpo di Polizia intende difendere. I rappresentanti delle forze dell'ordine dovrebbero essere i primi a chiedere chiarezza in questa faccenda allo scopo di assicurare alla giustizia eventuali mele marce, che infangano non solo i valori di solidarietà umani, ma anche i valori espressi nella nostra Costituzione e disonorano il Corpo dello Stato a cui appartengono”.

Con il sindacato di Polizia si schiera invece il vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Vincenzo D’Incecco. “Sono certo che la posizione espressa dai sindacati di polizia sia indubbiamente la più lucida e logica – spiega il consigliere - soprattutto in una fase in cui le certezze processuali non fanno luce sulle cause della morte del giovane”.

Secondo D’Incecco, “le strade vanno intitolate a personaggi che hanno dato lustro alla città, che si sono distinti per meriti particolari, che hanno raggiunto livelli di professionalità ed eccellenza a livello internazionale, nazionale e locale, uomini e donne che sono considerati un esempio per le giovani generazioni. E questo non è il caso in questione. Con questa proposta si cerca di andare dietro alla emotività del momento, di far apparire negativamente le forze dell’ordine, e di creare una frattura tra Stato e cittadini”.

In tal senso, “bene hanno fatto i sindacati di Polizia a ricordare uomini e donne che, nell’assoluto silenzio di Istituzioni e politica, hanno dato la vita per lo Stato, senza ricevere in cambio vie intitolate”. “La politica – conclude D’Incecco - in queste situazioni dovrebbe rimanere in silenzio per permettere il sereno svolgimento di tutte le fasi processuali, e soprattutto per non cavalcare e strumentalizzare il dolore dei familiari del giovane Cucchi e di tutti coloro che hanno perso i propri cari, senza purtroppo trovare i colpevoli”.

Sulla questione si è espresso anche il presidente del Consiglio comunale, Antonio Blasioli, secondo cui “la proposta avanzata da Pagnanelli è stata presentata in tante altre città italiane, e anche per questo merita di essere discussa con attenzione. L’obiettivo – ha concluso Blasioli – è quello di tenere accesi i riflettori su una faccenda poco chiara, una morte ingiusta”.