Trivelle: da Alessandrini ai 5 Stelle, Pescara dice no ai petrolieri

4' di lettura 25/09/2014 - Dagli ambientalisti alla società civile, dalla Giunta comunale al Movimento 5 Stelle, la risposta di Pescara all’assalto dei petrolieri è chiarissima: niente trivelle, grazie.

A pochi giorni dalla denuncia del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, che aveva messo all’indice la richiesta della Enel Longanesi Developments al Ministero dello Sviluppo Economico, per ottenere un permesso di ricerca di idrocarburi su un’area vastissima antistante la città di Pescara, istituzioni e cittadini si sono mobilitati per lanciare un messaggio molto chiaro al Governo italiano.

In ordine di tempo, l’ultimo a lanciare il fermo ‘no’ al progetto è il sindaco di Pescara che stamattina, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Paola Marchegiani, ha bocciato le richieste di perforazione che riguardano il territorio abruzzese e la costa al largo di Pescara. Sull’argomento, la Giunta ha espresso e votato una delibera che recepisce e amplifica le osservazioni negative in merito alla perforazione di un ‘pozzo esplorativo’ denominato Elsa 2.

“Da parte nostra il parere è negativo – ha confermato Marco Alessandrini -, ed è stato espresso nella delibera votata oggi in Giunta, che verrà trasmessa al Ministro dell'Ambiente insieme al parere, anch’esso negativo, sul permesso di ricerca del progetto Elsa 2. Ci mobilitiamo per rispondere alle aspettative della comunità, consapevoli che la politica è questo. Lo facciamo in perfetta sintonia con la comunità abruzzese, con una linea istituzionale che vede sul fronte del no anche la Regione Abruzzo, insieme a tantissimi Comuni costieri e che ha come priorità la tutela dell’ambiente”.

“Pescara è situata sulla costa – ricorda Alessandrini -, proprio di fronte al tratto di mare dove si chiede di perforare, peraltro ad una distanza che è inferiore a quella stabilita dalle normative europee. Abbiamo fatto anche un’analisi costi-benefici sull’attività di perforazione e ne usciamo doppiamente perplessi, perché Pescara difficilmente potrà guadagnarci. Parliamo di rischi, ma anche di ricadute di altro genere, perché prospettare l'Abruzzo come regione verde d'Europa, puntando sulla bellezza, sull’enogastronomia, sull’accoglienza e poi dare il benvenuto ad attività che non coincidono con questa linea non è certo una strategia positiva”.

Le perplessità della Giunta, sintetizzate dall’assessore all'Ambiente, sono molteplici: “Esistono carenze essenziali del progetto sulla valutazione del rischio di danno ambientale - spiega la Marchegiani - potenzialmente irreparabile in caso di un qualsiasi incidente, nonché sul fronte economico, considerato che la ditta che dovrebbe compiere le escavazioni ha un capitale che non dà garanzie finanziarie sufficienti per fronteggiare eventuali danni ambientali. Nella delibera il no viene motivato così: mancanza di garanzie in merito al ciclo dei fanghi prodotti; in merito alla capacità di fronteggiare eventuali incidenti (sversamenti, fuoriuscite e collisioni); in merito alla tutela dal rischio sismico a cui l’area è esposta; posto che le trivellazioni non sono a impatto zero, occorre considerare l’effetto cumulativo di campi di produzione attivi per anni e non del singolo pozzo esplorativo; infine, non ci sono vantaggi, né royalties per la comunità esposta”.

Una posizione molto chiara, dunque, che segue di poche ore l’appello lanciato dal Movimento 5 Stelle a mettere in atto “una serie di interventi concreti per fermare lo scempio”. All’interno del Consiglio il Movimento Cinque Stelle Pescara, su iniziativa dei consiglieri Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo, ha presentato una mozione per impegnare formalmente il Comune, producendo le osservazioni a tutte le richieste di autorizzazione per ricerca, coltivazione di idrocarburi o stoccaggio di gas, in mare o sulla terra ferma.

Sempre dai 5 Stelle è partita la richiesta di un Consiglio comunale in ‘adunanza aperta’, in programma nel pomeriggio di oggi (giovedì 25 settembre, n.d.r.), per permettere alle associazioni, ai gruppi di interesse e agli esperti, di intervenire portando le loro testimonianze e la loro competenza all’interno dell’aula consiliare pescarese. Alla seduta partecipano anche il parlamentare grillino Gianluca Vacca, da anni in prima fila per la lotta ad Ombrina Mare 2, Pietro Smargiassi, consigliere regionale del M5S, e il Forum dei Movimenti per L’Acqua.

“Vogliamo che l'amministrazione comunale si impegni per sventare gli effetti nefasti delle prescrizioni dello sblocca Italia - ha spiegato la capogruppo M5S Enrica Sabatini -, si tratta di una lotta che deve tutelare il territorio a tutti i livelli, in Regione, nelle aule di Governo ed in Comune, per mostrare che l'Abruzzo non è una regione a gestione privata tra il nostro premier non eletto e le lobby del petrolio”.