Roberto Straccia, nuovo colpo di scena: carabinieri e magistrati abruzzesi denunciati, riaperta l’inchiesta

2' di lettura 09/09/2014 - A quasi 3 anni dai fatti, un nuovo colpo di scena scuote il ‘caso’ che ha portato alla tragica fine di Roberto Straccia, lo studente marchigiano scomparso da Pescara il 14 dicembre 2011 e ritrovato morto sul litorale di Bari 24 giorni dopo.

Dopo che la Procura di Pescara aveva archiviato le indagini nel 2013, l’inchiesta è stata formalmente riaperta dalla Procura della Repubblica di Campobasso, su richiesta del legale della famiglia di Roberto. Alla base della clamorosa decisione c’è soprattutto l’impressionante dossier già presentato dai famigliari di Straccia, assistiti dall’avvocato Marilena Mecchi, alla Procura Generale dell’Aquila.

Nel dossier, il legale aveva evidenziato una serie di anomalie nell’indagine condotta dai carabinieri di Pescara, con conseguente istanza per la riapertura dell’inchiesta. La querela presentata lo scorso giugno contro i carabinieri, ipotizzava i reati di inquinamento delle prove, omissione di atti di ufficio e violazione dei dati informatici. In particolare, l’avvocato Mecchi aveva sottolineato la sparizione di alcune intercettazioni telefoniche, l’accesso abusivo (a quanto sembra operato da un carabiniere) alla pagina Facebook del ragazzo e soprattutto un misterioso sms partito da un conoscente di Roberto prima del ritrovamento, il cui contenuto non è stato ancora reso pubblico ma che, stando alle accuse della famiglia Straccia, non sarebbe mai stato preso in considerazione dagli inquirenti.

Da qui, la decisione di riaprire il procedimento per fare luce su tutte le incongruenze evidenziate dal dossier. Ora la palla passa alla Procura di Campobasso, che ha aperto un fascicolo per chiarire l’operato dei magistrati che finora hanno gestito il caso.

“Siamo fiduciosi nella magistratura — ha dichiarato alla stampa l’avvocato Mecchi -, stanno emergendo importanti novità sulle quali, per il momento, non posso pronunciarmi. Abbiamo più volte ribadito le tante incongruenze emerse dall’analisi degli atti, e in base a quelle andiamo avanti per fare luce sulla morte di Roberto Straccia”.

Concetti ribaditi sia dal legale che dai famigliari di Straccia anche nell’ultima puntata di Storie Vere, andata in onda stamattina su Rai1 (foto). Nel corso della trasmissione, il padre del ragazzo ha confermato di non credere all’ipotesi del suicidio, dicendosi determinato ad andare avanti “fino a che non sia fatta completa luce sulla vicenda”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2014 alle 12:01 sul giornale del 10 settembre 2014 - 1525 letture

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