Anziano morto in ascensore, un rompicapo nelle mani dei Ris: sotto torchio la nigeriana

2' di lettura 09/09/2014 - Saranno probabilmente i Ris di Roma a dare un contributo decisivo per risolvere il giallo di Montesilvano. Il Reparto Investigazioni Scientifiche della Capitale è infatti a lavoro da diverse ore per chiarire la dinamica della misteriosa morte di Donato Pangiarella, il 74enne di Spoltore trovato senza vita nel vano ascensore di una palazzina di Montesilvano.

Come si ricorderà, il corpo dell’uomo era stato trovato da un inquilino del piano terra, che aveva subito allertato i carabinieri. Dopo aver sentito tutti gli abitanti della palazzina, le attenzioni degli inquirenti si erano concentrate su H.A., nigeriana di 33 anni, residente al terzo piano dello stabile. Durante il primo interrogatorio, la donna avrebbe ammesso di aver conosciuto qualche ora prima Pangiarella in un supermercato della zona. Dopo che l’uomo si era offerto di riaccompagnarla a casa, sempre secondo la ricostruzione della 33enne, Pangiarella avrebbe cercato di molestarla per poi avere un malore.

Il quadro pare ancora molto confuso, anche se l’evidente ferita alla testa della vittima ha messo da subito un grosso punto interrogativo sull’ipotesi dell’infarto. Non è ancora chiaro inoltre se Pangiarella abbia raggiunto da solo l’ascensore per poi sentirsi male, oppure se l’uomo sia morto nell’appartamento dell’accusata, per essere quindi ‘spostato’ all’esterno dal compagno della stessa nigeriana.

La donna, dopo l’arresto e le due notti trascorse in carcere, è stata riascoltata dagli inquirenti presso la Procura della Repubblica di Pescara. L’accusa formulata dal magistrato è quella di omicidio preterintenzionale. Nel corso delle due ore di interrogatorio, condotto dal Gip Michela Di Fine, H.A. ha ribadito la sua innocenza, confermando la prima versione dei fatti. Il magistrato, dopo una attenta valutazione dei fatti, ha però deciso di convalidare il fermo. In attesa di sviluppi, l’indagata resta quindi rinchiusa nel carcere di Teramo.

Nella giornata di lunedì 8 settembre, a Spoltore sono stati celebrati i funerali di Donato Pangiarella. L’uomo, che apparteneva al movimento religioso dei Testimoni di Geova, è stato ricordato da tutti come una persona “buona e generosa, sempre attenta ai bisogni della comunità e assolutamente estranea a situazioni equivoche”. In particolare, conoscenti e amici hanno smentito categoricamente la voce circolata subito dopo il ritrovamento del cadavere, secondo cui il 74enne avrebbe molestato sessualmente la nigeriana. Anche se è ancora da chiarire il motivo della presenza dell’anziano in quello stabile, sembra perdere quota l'indiscrezione secondo cui la nigeriana sarebbe una prostituta. A quanto pare, infatti, la donna lavora come ambulante e proprio in questi giorni era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2014 alle 12:56 sul giornale del 10 settembre 2014 - 1082 letture

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