Crisi, commercio pescarese al collasso: chiude anche il Caffè Vespucci. I titolari: ‘Strozzinaggio legalizzato’

2' di lettura 02/09/2014 - La notizia è giunta in queste ore: dopo Camplone, Euronics e tanti altri, l'ennesima attività storica pescarese getta la spugna e va ad allungare la lista delle chiusure. Ultimo ad abbassare definitivamente la saracinesca sarà lo storico Caffè Vespucci, attivo da quasi mezzo secolo.

Come annunciato dai gestori, "dopo 47 anni di onorato esercizio, poniamo fine a un’emorragia monetaria dovuta a strozzinaggio da parte dello Stato, con sempre maggiore incremento della pressione fiscale". Il bar, che si trasformerà in un circolo privato, ‘festeggerà’ la chiusura sabato prossimo, con un brindisi che vuole rappresentare, sempre secondo i gestori, un saluto “agli strozzini legalizzati ed i suoi lacchè, visto che berremo alla faccia loro”. Sulla pagina Facebook del locale, i titolari hanno pubblicato una locandina il cui testo ('Chiuso per rapina fiscale') lascia ben poco spazio all'immaginazione (foto).

L’ennesima bandiera bianca alzata sul martoriato tessuto economico pescarese è il segnale di una situazione ormai insostenibile, a cui ha dato voce, con affermazioni clamorose, il leader di Confcommercio, Ezio Ardizzi.

“In questo contesto drammatico – ha dichiarato - che si palesa con chiarezza a chiunque passeggi per le vie dello storico commercio cittadino, il Comune di Pescara continua ad alzare la pressione fiscale, nella convinzione di ripianare il proprio bilancio in questo modo”.

“Eppure – considera Ardizzi - dovrebbe essere evidente che tassare i morti non porta alcun introito. Predisporre un bilancio di previsione in cui i maggiori introiti dovrebbero derivare dalla maggiore pressione fiscale su imprese già al limite della sopravvivenza, significa avere poche basi di economia, in quanto la diminuzione certa del numero di aziende comporterà minori entrate alle casse comunali, pur in presenza di un aumento di imposte e tasse”.

“Non ci si può stupire – prosegue il presidente di Confcommercio - se poi tante imprese e tanti cittadini risultano morosi di fronte alla fiscalità locale: la verità è che non hanno soldi per pagare. Siamo nel pieno dell’allarme sociale, la corda si è già rotta e nei mesi di settembre ed ottobre saranno tante le attività costrette a chiudere i battenti”.

“La città è più povera, più triste, più buia e quindi anche più insicura – conclude la nota – ed ecco perché chiediamo all’Amministrazione comunale una profonda e seria riflessione su questo drammatico scenario, prima di prendere decisioni che potrebbero portare al collasso la nostra collettività.”


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2014 alle 15:23 sul giornale del 03 settembre 2014 - 744 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, economia, commercio, confcommercio, pescara, crisi economica, crisi, fisco, Comune di Pescara, vivere pescara, Ezio Ardizzi, marco verri, articolo, caffè vespucci

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/9c5