Eleonora, il silenzio assordante di una morte invisibile. Il dolore degli amici su Facebook: ‘Luminosa e speciale’

3' di lettura 30/08/2014 - Mentre tutti la cercavano in giro per l’Italia, o addirittura all’estero, in Africa, accompagnata da uomini misteriosi o in fuga da una vita che non accettava più, Eleonora era lì, a pochi metri dal luogo in cui era stata vista l’ultima volta, e a soli 2 km da casa.

Inutili quindi tutte le segnalazioni, gli avvistamenti, le trasmissioni in tv, gli appelli e le ricerche: Eleonora Gizzi aveva scelto di lasciarsi morire, da sola, lontana da un mondo a cui evidentemente non sentiva più di appartenere.

Eppure i segnali erano chiarissimi, fin dall’inizio: Eleonora si era allontanata senza soldi, senza cellulare. Eleonora aveva lasciato da qualche giorno il lavoro e stava trascorrendo un periodo di riposo a casa dei genitori. Eleonora non era certo il tipo da allontanarsi con sconosciuti, e la pista dell’amante segreto non aveva mai convinto chi la conosceva bene.

Eleonora Gizzi era una ragazza giovane, con tanti interessi: la musica, il ballo, gli amici, il suo lavoro in un nido comunale, la cultura africana e i viaggi nel continente nero. Ma evidentemente tutto questo non è bastato a spegnere la fiamma del malessere che da qualche tempo bruciava dentro di lei. A spegnerla, non è servito neanche l’affetto della famiglia e del suo cagnolino, che la seguiva ovunque.

Eleonora in un giorno di inizio primavera ha deciso di sparire, di lasciarsi tutto alle spalle, ma davanti a sé non c’era nessun viaggio in Africa, nessun rifugio segreto in improbabili cottage dell’entroterra abruzzese o pugliese. Eleonora Gizzi è andata a rannicchiarsi lì, in mezzo alle sterpaglie di un luogo nascosto e invisibile, sotto un cavalcavia alle porte della città. In quel posto sconosciuto e segreto ha aspettato la morte, in silenzio e lontana da tutti.

Fuori, amici e conoscenti hanno continuato a cercarla: le squadre di volontari hanno battuto la zona palmo a palmo, arrivando a due passi dal luogo in cui era nascosto il suo corpo. Ma lei è rimasta invisibile anche a chi la cercava con tanta tenacia, finché a trovarla, per puro caso e per un beffardo scherzo del destino, è stato qualcuno che forse non aveva mai sentito parlare di lei e della sua sparizione.

Un collega dell’uomo che ha individuato fortuitamente il corpo, ha riferito che nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa aveva notato una donna che dormiva sotto il cavalcavia. Anche lui, evidentemente, non aveva mai avuto notizie del caso, e per questo non aveva allertato le forze dell’ordine.

Forse stava scritto da qualche parte che il beffardo destino di Eleonora dovesse essere questo: mentre il mondo continuava rumorosamente a cercarla o ad andare avanti per conto suo, lei ha scelto il silenzio, sia nella fine che nei mesi successivi, per poi tornare alla luce per caso, in punta di piedi.

Stride dolorosamente il contrasto tra il tran-tran dei media, le luci della ribalta televisiva, le iniziative, i messaggi degli amici su Facebook, le immagini del dolore e dell’impotenza, con il ‘silenzio assordante’ con cui Eleonora ha deciso di salutare questo mondo.

Tra gli innumerevoli messaggi postati in questi mesi sul gruppo creato su Facebook e dedicato alla maestra scomparsa, spicca quello di M.F., che la ricorda così, con parole semplici e toccanti: ‘Sei luminosa e speciale, e ovunque ti trovi, spero che ora tu sia serena’.

Ed è così che tutti la vogliono ricordare, luminosa e speciale: due sole parole impresse nel destino della ragazza invisibile.






Questo è un editoriale pubblicato il 30-08-2014 alle 12:18 sul giornale del 01 settembre 2014 - 3862 letture

In questo articolo si parla di cronaca, pescara, editoriale, rai3, chi l'ha visto?, persone scomparse, vasto, Paolo di Toro Mammarella, eleonora gizzi, articolo, duilio di francesco, legione d'avalos, italo gizzi, cristian d'ovidio

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/86T