Tasse, maxi-stangata in arrivo dal Comune. L’assessore Sammassimo: ‘Revisione aliquote necessaria’

3' di lettura 22/08/2014 - Al di là delle consuete dichiarazioni estive dei sindacati su lavoro e pensioni, sarà certamente un 'autunno caldo', almeno per le tasche dei pescaresi.

Al ritorno dalle ferie (per chi ha potuto permettersele), e al rientro sul posto di lavoro (per chi è tanto fortunato da averne ancora uno) i cittadini dovranno fare i conti con una vera e propria ‘doccia fredda’, che purtroppo nulla ha a che vedere con il rituale che imperversa in questi giorni sui social network.

A scaricare litri di acqua gelata sui pescaresi ci penseranno infatti le imposte sugli immobili: tra Imu, Tasi e Tari la stangata è assicurata.

La conferma arriva direttamente dall’assessore al Bilancio, Bruna Sammassimo. “In Commissione Finanze – afferma l’assessore - è iniziata la discussione sul regolamento della IUC, l’Imposta Unica Comunale che contiene Imu, Tasi e Tari, che si perfezionerà con l'approvazione da parte del Consiglio Comunale”.

“I regolamenti presentati – prosegue la Sammassimo – ovvero Tari per i rifiuti, Tasi per abitazione principale e Imu imposta municipale unica, non contengono agevolazioni e deduzioni perché si è ritenuto che dovessero essere la Commissione Consiliare e il Consiglio Comunale a decidere in merito ad esse. Un passo, questo, propedeutico alla determinazione anche delle relative aliquote, di cui ad oggi non è definita la misura, malgrado quanto riportato a mezzo stampa nei giorni scorsi”.

Sul tavolo anche la discussione del Bilancio di Previsione 2014, tuttora in fase di redazione, per il quale, assicura l’assessore, “il nostro lavoro procede con un'attentissima valutazione di tutte le voci economiche e finanziarie e si concentra su due fronti: nessun incremento della spesa corrente rispetto al 2013 e razionalizzazione e riqualificazione delle uscite”.

Un’analisi che, stando a quanto riferito dalla stessa Sammassimo, ha portato ad una prima, amarissima (quanto scontata) conclusione, ovvero “la necessità di rivedere le aliquote delle tariffe per coprire alcune spese, che altrimenti non troverebbero la fonte di finanziamento”.

Tra le voci di spesa più urgenti, l’assessore ha quindi ricordato l’aumento del canone sulla pubblica illuminazione (1.300.0000 euro), la necessità di coprire il debito verso la società Caldora, già rinviato dalla passata amministrazione (650 mila euro), e gli interessi maturati su anticipazioni di Tesoreria, che testimoniano la gravissima crisi finanziaria dell'Ente (470 mila euro).

“La prossima settimana – ha concluso - incontreremo maggioranza, opposizione, categorie produttive e sindacali della città e gli stessi cittadini, per portarli a conoscenza della situazione economico-finanziaria reale del Comune, aprendoci all'ascolto e ai suggerimenti per migliorare la situazione”.

Poche ore dopo le parole dell’assessore, è arrivato il monito di Confcommercio. “L’amministrazione pescarese – si legge nella nota diffusa dall’associazione dei commercianti – non dovrà prendere alcuna decisione, e tantomeno varare alcun provvedimento senza prima aver ascoltato le forze sociali e le categorie economiche e imprenditoriali, perno fondamentale della ricchezza cittadina”.

Ricordando gli ultimi effetti della Tares, definiti ‘micidiali’, Confcommercio chiede quindi un confronto immediato con l’amministrazione cittadina, “per scongiurare quanto più possibile una pesante stangata che imprese e cittadini non sono assolutamente in grado di sostenere”.






Questo è un articolo pubblicato il 22-08-2014 alle 11:45 sul giornale del 23 agosto 2014 - 580 letture

In questo articolo si parla di tasse, politica, pescara, crisi economica, crisi, imu, tares, Paolo di Toro Mammarella, Comune di Pescara, confcommercio pescara, tasi, marco alessandrini, TARI, articolo, iuc, bruna sammassimo, imposte sugli immobili

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/8N0