INCHIESTA - Offerte di lavoro (senza stipendio) via sms: truffatori in azione a Pescara

6' di lettura 31/07/2014 - E’ davvero difficile comprendere le ragioni di chi, in un periodo drammatico come questo, si rende protagonista e artefice di ‘business’ scellerati, fondati esclusivamente sullo sfruttamento del lavoro.

A cadere nella rete di questi sfruttatori, manco a dirlo, è quella categoria ormai molto ampia di ‘disoccupati’, di cui fanno parte non solo giovani di belle speranze, ma anche padri di famiglia rimasti senza lavoro, donne, uomini, italiani e stranieri. Un universo ampio e variegato, che sfugge alle categorie sociologiche tradizionali, spesso costretto a trafile lunghe e umilianti, in attesa di un lavoro e uno stipendio che non arriva mai. Sia dal punto di vista psicologico che in chiave socio-economica, si tratta di persone vulnerabili, spesso 'disperate', e proprio per questo facili prede degli avvoltoi di turno.

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto la segnalazione di un nostro lettore, circa una improbabile offerta di lavoro ricevuta via sms. Dopo aver ascoltato il suo racconto, abbiamo cercato di approfondire il tutto per capire cosa c’è dietro questo squallido mercato.

“La settimana scorsa – racconta Giuseppe, 30enne pescarese in cerca di lavoro – ho ricevuto un sms in cui una non meglio precisata azienda pescarese cercava personale per varie mansioni. Nel testo veniva indicato un numero fisso da contattare per avere maggiori informazioni e fissare un colloquio”. “Pur rendendomi conto della stranezza della proposta – prosegue -, visto che sono da quasi due anni senza lavoro, ho deciso comunque di provare”.

In un contesto dove il lavoro è merce rara, in effetti è difficile credere che un’offerta possa giungere addirittura via sms, senza che il mittente sappia praticamente nulla della persona a cui sta offrendo una possibilità del genere. In ogni caso, il nostro amico come da indicazioni ha chiamato il numero fisso. Gli ha risposto una signorina molto cortese, partita subito in quarta prospettando la possibilità di lavorare come ‘Segretario, magazziniere, addetto alle vendite”. Si tratta di posizioni che, evidentemente, fanno gola non solo al nostro informatore, ma a una buona parte delle migliaia di disoccupati della nostra città.

Giuseppe decide quindi di fissare un colloquio, e il giorno dopo (!!!), alle ore 10, si presenta puntualissimo all’appuntamento in un ufficio del centro cittadino. Nella sala di aspetto, insieme a Giuseppe ci sono altre 4 persone, giovani e meno giovani, e a tutti viene fatto riempire un modulo con una serie di informazioni personali, attitudini, interessi. Nessuno sembra avere idea di che cosa tratti quella società e di quale sia il lavoro offerto. Giuseppe riferisce di percepire ‘grande perplessità e scetticismo’, anche se tutti, proprio come lui, ritengono di ‘non aver niente da perdere’.

Quando Giuseppe viene chiamato per il colloquio, il suo interlocutore stranamente si mostra poco interessato a farlo parlare, e dopo un paio di domande molto generiche sulle sue precedenti esperienze e sulle aspettative, parte in quarta con una serie di dichiarazioni roboanti circa la società che rappresenta. I termini più frequenti (‘gioco di squadra’, ‘rapporti con il pubblico’, ‘tenacia’, ‘alti guadagni’) purtroppo suonano molto familiari alle orecchie del nostro amico…

Ma che ne è del posto da segretario? O dell’addetto alle vendite? Giuseppe prova a capirci qualcosa di più, ma il suo selezionatore dà risposte molto vaghe, parlando di una concezione moderna del lavoro, con guadagni ‘commisurati alle proprie capacità’. Giuseppe fa presente di non essere né un imprenditore né un professionista, e di non aver mai avuto intenzione di proporsi per fare il venditore su provvigione, visto che al telefono gli avevano prospettato altri lavori. A quel punto, il ‘selezionatore’ prova a convincerlo parlando di cifre roboanti (addirittura 4-5 mila euro al mese), facilmente raggiungibili già dopo due mesi di lavoro. Ma lo stipendio?

Giuseppe, dopo 20 minuti di colloquio, lascia l’ufficio e torna a casa sconsolato.

Sentito il suo racconto, abbiamo provato a contattare il numero di cellulare da cui è partita l’offerta, ma risulta sempre staccato. Ci siamo quindi affidati come da indicazioni al numero fisso, e proprio come ha spiegato Giuseppe, qui risponde una signorina che parla della possibilità di lavorare come ‘segretario etc... etc…’ Le chiediamo esplicitamente se si tratta di un lavoro da dipendente, con stipendio, oppure se parliamo di una attività di vendita, con provvigioni. La signorina risponde che non può dare queste informazioni al telefono, e nonostante le nostre domande prova comunque a fissarci un colloquio.

Le chiediamo di chi sia il numero di cellulare da cui è partito il messaggino e come abbia avuto il nostro recapito (che poi in realtà non ha mai avuto, visto che il messaggio è stato mandato a Giuseppe), ma lei risponde di non saperlo, visto che la procedura di selezione è affidata ad una ditta esterna. Dalla sua risposta si capisce chiaramente che né lei, né altri del suo ‘ufficio’ hanno idea di chi siano i destinatari di queste offerte. Le chiediamo il nome della sua azienda, pregandola di specificare il settore, ma le risposte sono vaghe e confuse.

Dopo aver salutato la signorina, abbiamo provato a digitare su google il numero fisso della fantomatica azienda di Pescara. Il motore di ricerca ha caricato una pagina facebook chiamata 'Squadra Antitruffa Taranto - Annunci di Lavoro Falsi'. Leggendo la lunga serie di post inseriti dagli utenti, sono tantissimi i riferimenti alla stessa azienda pescarese.

“Grazie ad una gentilissima utente – scrive l'amministratore della pagina - è stato portato alla nostra attenzione un nuovo sfavillante metodo utilizzato dalle nostre società preferite per reclutare personale... gli SMS! Ebbene sì, non bastavano inserzioni false, annunci sui giornali falsi, locandine false e telefonate false, leggete cosa potreste ritrovarvi sul cellulare uno di questi giorni: azienda di XXXX cerca personale per varie mansioni. età 18-55. Per info e colloqui chiamare XXXX ".

Il testo è praticamente identico a quello segnalato dal nostro amico Giuseppe. I successivi post raccontano storie del tutto simili: storie di disperazione e angoscia, su cui qualcuno non esita a speculare. In ogni città, a quanto pare, questa organizzazione adotta da anni lo stesso metodo per arruolare venditori a buon mercato. In genere, chi accetta il lavoro resiste al massimo una settimana, per poi tornarsene a casa a mani vuote, magari dopo aver fatto decine di chiamate o visite porta a porta. La società in questione, tra l’altro, in ogni città si presenta con un nome diverso, ma la metodologia adottata è sempre la stessa.

Tra le decine di risposte inserite sulla pagina facebook 'antitruffa', Pescara è una delle città più citate, ma casi del tutto simili arrivano anche da Parma, Taranto, Carrara, Milano e Foggia. Il giudizio di tutti è più o meno sempre lo stesso, ed è sintetizzato al meglio dal post di Giulio: ‘Il messaggio mi è arrivato stamattina, ho chiamato e mi hanno fissato un colloquio per domani, alle 10! Ma chi credono di prendere per fesso? Gli ho risposto che non ci spendo neanche un euro di benzina... Truffatori, vergognatevi!!!”






Questa è un'inchiesta pubblicata il 31-07-2014 alle 10:06 sul giornale del 01 agosto 2014 - 4908 letture

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