Degrado, droga e violenze a Rancitelli, Pettinari (M5S) minacciato: ‘Non c’è bisogno di te, vattene’

27/07/2014 - Dopo la denuncia denuncia-shock di qualche settimana fa, il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5S), sollecitato da alcuni residenti, ha effettuato un nuovo sopralluogo nel quartiere Rancitelli.

L’ex presidente dell’Associazione dei consumatori Codici (foto), che aveva denunciato pubblicamente la grave situazione di violenza e degrado nei quartieri dormitorio di Rancitelli e Fontanelle, già definite “le centrali dello spaccio di droga più importanti di tutta le regione Abruzzo”, si è recato in via Tavo, nel complesso noto come ‘Ferro di cavallo’, per incontrare una cittadina testimone di nuovi episodi di violenza.

Una violenza sempre più palese e arrogante, secondo Pettinari, che si manifesta "nel silenzio assordante delle Istituzioni”, in luoghi dove atti delittuosi e criminalità diffusa avvengono quotidianamente e alla luce del sole, mettendo a serio rischio l’incolumità dei cittadini residenti.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha calcolato un totale di 150.000 euro al giorno di traffico illegale di moneta, a favore di famiglie e associazioni criminali del posto, ha raggiunto via Tavo a bordo della sua auto, descrivendo un quadro drammatico, "un pezzo del Quartiere Scampia di Napoli riproposto tale e quale".

“La piazza – racconta Pettinari - è completamente invasa da sporcizia: bottiglie di vetro rotte sulla strada, carte e cartoni ammassati al centro e ai lati della piazza, macchine e motorini smontati parcheggiati ovunque, balconi con lenzuola appese che arrivano fino ai balconi dei piani inferiori, coprendone integralmente la visuale. Gente sospetta che staziona ai lati della piazza e sotto i portici, presumibilmente vedette chiamate a comunicare tempestivamente l’arrivo di intrusi”.

Si tratta di un quadro a dir poco allarmante, in una zona dove, è bene ricordarlo, non molto tempo fa sono stati commessi anche degli omicidi.

“Questa piazza – prosegue il consigliere - come ho denunciato più volte, rappresenta la centrale dello spaccio di droga più importante della Regione Abruzzo. Ma in queste case popolari vivono anche tante persone perbene, persone che si alzano ogni mattina per compiere il proprio dovere quotidiano, e che avrebbero diritto ad una pace sociale e ad una quiete pubblica come gli altri cittadini della nostra città. Persone purtroppo del tutto dimenticate dalle Istituzioni”.

Dopo pochi metri, ecco che arriva la prima sorpresa: “Mentre mi dirigo verso l’abitazione della cittadina, vengo fermato da due individui. Mi chiedono conto della mia presenza sul posto. Mi presento, senza nascondermi, dichiarando di essere un consigliere regionale e di voler effettuare un sopralluogo nella zona”.

Pettinari, già molto noto in zona per via delle sue precedenti attività antiusura e antiracket nel vicino quartiere di Fontanelle, a quel punto viene invitato ad andarsene. “Non c’è bisogno di te qua dentro”, gli urlano in faccia i delinquenti.

“Contrariamente al loro invito rimango sul posto – prosegue il racconto - e mi dirigo a visionare le case popolari entrando nelle scalinate”. Ma non finisce qui, perché i due individui sbarrano nuovamente la strada al consigliere, rinnovando il loro ‘invito’ ad allontanarsi immediatamente dalla zona.

Il consigliere però tira dritto e per fortuna riesce a raggiungere il luogo dell'appuntamento senza altre spiacevoli conseguenze. “La signora - spiega - così come tutti gli altri cittadini che vivono questo malessere, mi riferisce di gravi episodi di violenza chiedendo di restare anonima”. “Noi la sera dormiamo qui – ha detto la testimone - e nelle nostre case abbiamo tanta paura”.

La storia che la donna racconta al consigliere regionale purtroppo ripercorre in pieno le vicende già ascoltate tante volte in passato. Una storia di soprusi, paura e violenze quotidiane. Tutto questo, nel totale disinteresse delle istituzioni.

“Pochi giorni fa – ricorda l’ex presidente di Codici – ho rivolto un appello al Presidente della Regione, al Sindaco, al Prefetto e al Questore, al fine di effettuare un sopralluogo congiunto in questi posti, perché la gente non ce la fa più”. Un appello che, secondo Pettinari, per adesso è caduto nel vuoto: “Il Presidente D’Alfonso è quotidianamente impegnato su grandi progetti. Progetti troppo spesso distanti dai reali problemi della gente, visto che il dovere principale del politico dovrebbe essere mettere mano alle emergenze, invece loro pensano ad altro. Il grido soffocato della gente perbene di Rancitelli non può lasciarci indifferenti”.

Eppure, secondo il consigliere pentastellato basterebbero pochi interventi 'mirati' per migliorare la qualità della vita del quartiere. “Il Presidente D’Alfonso – spiega - dovrebbe innanzitutto fare una mappatura di quanti alloggi sono occupati abusivamente, oltre a rilevare quanti degli assegnatari risultano morosi. A quel punto dovrebbe immediatamente attivare le procedure di sfratto e di allontanamento dei predetti soggetti, in modo da ripristinare quel minimo di legalità, salvaguardando il cittadino onesto”.

“In secondo ordine – continua - la Regione mediante l’ATER dovrebbe dare avvio a vere e proprie indagini induttive, per verificare se il tenore di vita degli assegnatari è conforme con i requisiti richiesti per la permanenza nell’alloggio popolare. Questo perché, troppo spesso, troviamo persone con un tenore di vita altissimo che hanno in diponibilità anche altri immobili, ma che continuano a vivere nelle case popolari”.

Da qui, la richiesta di istituire con la massima urgenza un tavolo con Sindaco, Prefetto e Questore, per sollecitare l’istituzione di un servizio di polizia h24, “unico sistema per riportare pace e tranquillità tra i residenti e le persone perbene”.






Questo è un articolo pubblicato il 27-07-2014 alle 10:02 sul giornale del 28 luglio 2014 - 898 letture

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