Maravalle, confessione-shock: ‘Avrei ucciso anche mia moglie’. Dalla Russia un clamoroso appello a Matteo Renzi

2' di lettura 23/07/2014 - Emergono dettagli inquietanti dall’interrogatorio di Massimo Maravalle (foto), l’uomo che qualche giorno fa ha soffocato nel sonno il figlio adottivo di appena 5 anni.

Il 47enne, che soffre da anni di una grave forma di psicosi, durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di San Donato, ha confessato agli inquirenti che quella notte, oltre al piccolo Maxim, aveva intenzione di uccidere anche la moglie. Il particolare sarebbe stato confermato anche dalla donna, Patrizia Silvestri, che a Pescara è molto nota per via della sua professione di avvocato.

Secondo la ricostruzione del pm incaricato, Andrea Papalia, l’uomo, tecnico informatico di 47 anni, dopo aver interrotto autonomamente la cura farmacologica a cui è sottoposto, nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 luglio, ha prima soffocato il bambino, per poi tentare di uccidere con le stesse modalità anche la moglie. Non è ancora chiaro se il piccolo Maxim sia stato effettivamente ucciso con un sacchetto di plastica, visto che l’omicida su questo punto ha più volte cambiato versione, parlando inizialmente di un cuscino, per poi correggersi affermando di aver agito a mani nude.

La Silvestri fortunatamente si è svegliata proprio mentre il marito entrava in camera, deciso a portare a termine il folle piano omicida. Da lì, la scoperta del cadavere del piccolo e la chiamata al 118. Il folle gesto sarebbe dovuto proprio alle allucinazioni che hanno colpito Maravalle dopo la sospensione della cura. Nei prossimi giorni il 47enne, che è in carcere dalla notte dell’omicidio, sarà sottoposto ad una perizia psichiatrica. L’obiettivo degli investigatori è accertare se, in quella notte di follia, il padre assassino era effettivamente capace di intendere e volere.

La vicenda ha avuto un forte risalto mediatico in Russia, il paese di origine del bambino. Dopo l'inchiesta avviata dalle autorità giudiziarie della regione russa di Amur, che puntano il dito contro la presunta 'negligenza' nella gestione della pratica di adozione, il quotidiano The Moskow Times riporta un'altra clamorosa notizia. Stando a un articolo pubblicato sul sito del notiziario (vedi link), il Commissario per i diritti dei bambini, Pavel Astakhov, lo scorso sabato avrebbe formalizzato una richiesta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sollecitandolo a supervisionare in prima persona l'inchiesta sulla morte di Maxim.






Questo è un articolo pubblicato il 23-07-2014 alle 23:18 sul giornale del 24 luglio 2014 - 851 letture

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