Omicidio Maravalle, dubbi sull'adozione: la Russia apre procedimento penale

21/07/2014 - Si allarga alla Russia l’inchiesta sulla tragica fine del piccolo Maxim Maravalle, il bimbo di soli 5 anni ucciso dal padre lo scorso venerdì. Il piccolo, soffocato nel sonno con un cuscino, due anni fa era stato adottato e portato a Pescara dal 47enne Massimo Maravalle e dalla moglie, l’avvocato pescarese Patrizia Silvestri.

Come emerso subito dopo l’uccisione di Maxim, il padre assassino, tecnico informatico originario di Pineto, soffriva da anni di una grave forma di psicosi ed era in cura presso uno specialista dell’Aquila. L’uomo, che pochi giorni prima aveva interrotto autonomamente l’assunzione di farmaci senza avvisare lo psichiatra, fino alla notte del delitto non aveva mai dato segni di squilibrio, e conduceva un’esistenza normalissima, divisa tra il lavoro e la famiglia.

Ha suscitato particolare sconcerto la notizia che né il Tribunale dei minori dell’Aquila, né i Servizi sociali del Comune di Pescara, avessero mai ricevuto notizie circa la grave patologia di cui soffriva l’uomo. Proprio questo ha spinto gli inquirenti a concentrarsi sulla pratica di adozione, richiedendo l’accesso agli atti al tribunale dei minori dell’Aquila.

Subito dopo la diffusione di queste notizie, le autorità giudiziarie della regione russa di Amur, da cui proveniva il piccolo Maxim, hanno aperto un’inchiesta, e anche in questo caso nell’occhio del ciclone è finita la presunta ‘negligenza’ con cui sarebbe stata gestita la pratica di adozione.

A rendere pubblica l’apertura del procedimento penale è stato il portavoce della Commissione investigativa della Federazione russa, Vladimir Markin, che ha riferito di presunte irregolarità circa la procedura di adozione. A quanto pare, prima dell’arrivo del bambino in Italia, i funzionari statali che si occupavano della posizione di Maxim avrebbero negato l’adozione ai parenti naturali del bambino e ad altri cittadini russi che avevano presentato la richiesta.

Proprio oggi, lunedì 21 luglio, il Gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, ha sottoposto all’interrogatorio di garanzia Massimo Maravalle, arrestato poche ore dopo il delitto e rinchiuso nel carcere di Pescara. L’uomo, anche se non ha saputo spiegare le ragioni del gesto, ha ribadito al Gip e al pm Andrea Papalia la propria colpevolezza, fornendo una confessione piena. Al termine dell’interrogatorio, durato poco meno di un’ora, il magistrato ha convalidato l’arresto.

L’avvocato difensore di Maravalle ha formalizzato la richiesta di un incidente probatorio per verificare le condizioni mentali del suo assistito al momento dell’infanticidio.






Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2014 alle 12:53 sul giornale del 22 luglio 2014 - 1809 letture

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