Omicidio Maxim, lo psichiatra del padre convocato in Questura. Oggi i funerali al Sacro Cuore

20/07/2014 - La Squadra Mobile di Pescara, agli ordini di Pierfrancesco Muriana, ha ascoltato in Questura Alessandro Rossi, lo psichiatra dell’Aquila che aveva in cura Massimo Maravalle, il 47enne che nella notte di venerdì ha soffocato nel sonno il figlio adottivo di 5 anni (foto).

Lo psichiatra, che seguiva Maravalle dal 2006, ha confermato agli inquirenti che l’uomo soffriva di una grave forma di psicosi, e che avrebbe dovuto incontrarlo proprio la mattina successiva all’omicidio del piccolo Maxim. I disturbi mentali di cui soffriva l’uomo risalirebbero a diversi anni fa, e finora erano stati trattati efficacemente con i farmaci prescritti dal professionista.

Proprio grazie alla cura farmacologica, il padre assassino non aveva mai dato segni di squilibrio e conduceva una vita normalissima, diviso tra il lavoro di tecnico informatico e la famiglia, dove si mostrava particolarmente amorevole e premuroso verso il bimbo di origine russa, adottato 2 anni fa. Come confermato agli inquirenti dalla moglie, un noto avvocato di Pescara, Maravalle non aveva mai avuto atteggiamenti violenti in famiglia, e dedicava gran parte del tempo libero proprio al bambino.

La tragedia sarebbe riconducibile quindi alla decisione del 47enne di interrompere dopo anni l’assunzione dei farmaci, senza informare lo psichiatra. Lo stesso specialista ha confermato di non essere mai stato coinvolto nella procedura di adozione del bambino, seguita dal Tribunale dei minori dell’Aquila. Da qui, la decisione degli investigatori di concentrare l’attenzione proprio sulla pratica di adozione: perchè il Tribunale e i Servizi sociali del Comune di Pescara non sono mai stati informati della grave patologia di cui soffriva l’uomo?

Nel prossimi giorni la Squadra Mobile acquisirà gli atti del Tribunale dei minori dell’Aquila, mentre il magistrato incaricato di seguire le indagini, Andrea Papalia, chiederà l’incidente probatorio per valutare le condizioni mentali dell’uomo al momento dell’omicidio. Come riferito da fonti della Questura, il padre, arrestato e rinchiuso nel carcere di Pescara, non ha mai mostrato segni di pentimento, continuando a comportarsi in modo freddo e distaccato. Lunedì è in programma un nuovo interrogatorio che porterà alla convalida dell’arresto.

I risultati dell’autopsia sul corpo del piccolo, effettuata dal dott. Cristian D’Ovidio, hanno confermato la morte per asfissia da soffocamento. Per uccidere il figlio, Maravalle ha utilizzato un cuscino. Nella giornata di oggi, domenica 20 luglio, la città di Pescara darà l’ultimo saluto al bambino. La funzione sarà celebrata alle ore 16 nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù.






Questo è un articolo pubblicato il 20-07-2014 alle 12:05 sul giornale del 21 luglio 2014 - 1346 letture

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