Pescara, bimbo di 5 anni soffocato nel sonno: confessa il padre

18/07/2014 - Una nuova, terribile tragedia scuote l’estate pescarese: la Squadra Mobile ha interrogato nella notte un tecnico informatico di 47 anni, M.M., fermato con l’accusa di aver soffocato il figlio adottivo.

Stando alle prime ricostruzioni, tutto è iniziato poco dopo l’una di notte, quando una donna ha chiamato il 118 affermando in tono concitato che il suo bimbo di 5 anni non respirava più. Gli operatori, come da procedura in casi simili, oltre a far partire l’ambulanza hanno allertato la polizia. Dopo pochissimi istanti, sul posto, in via Petrarca, sono giunti l’ambulanza e una pattuglia della Squadra Mobile.

Nulla da fare per il piccolo, morto per soffocamento: da un primissimo esame, i sanitari hanno riscontrato delle ecchimosi sul collo. Gli agenti, insospettiti dall’atteggiamento impassibile del padre, lo hanno condotto in Questura dove nella notte avrebbe confessato l’omicidio del bambino.

Non sono ancora chiari i motivi, anche se l’uomo avrebbe parlato di un raptus. La madre, ancora sotto shock, verrà sentita nelle prossime ore in Questura. La sua testimonianza sarà decisiva per ricostruire i fatti: è stata proprio lei ad accorgersi che il figlio non respirava più mentre il marito, come se nulla fosse, ha assistito impassibile alla scena. Un atteggiamento che ha mantenuto anche dopo l’arrivo dell’ambulanza e della polizia.

L’uomo, che soffre di disturbi psichici, è stato quindi preso in consegna dagli uomini della Squadra Mobile, guidati da Pierfrancesco Muriana, e sottoposto ad un lungo interrogatorio, fino alla confessione. Il bimbo, di origine russa, era stato adottato dalla coppia circa due anni fa.

La tragedia si è consumata in via Petrarca, una zona centralissima e a due passi dal Liceo Scientifico Galilei. Alle prime ore dell’alba nell’appartamento ha fatto un sopralluogo anche il pm Andrea Papalia, a cui sono state affidate le indagini.






Questo è un articolo pubblicato il 18-07-2014 alle 07:50 sul giornale del 19 luglio 2014 - 1824 letture

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Purtroppo...ci risiamo con le solite " raccapriccianti tragiche notizie ": Uomo spara da un balcone..., uccide la moglie e si butta nel fiume....da fuoco all'auto e muore carbonizzato lui e il figlio...annuncia suicidio alla madre...Tossicodipendente si ferisce con un coltello.... si butta dal balcone...ecc. e .. l'ultima notizia...." SOFFOCA IL FIGLIO CON UN CUSCINO". E poi....sento dire la solita ipocrita frase " Non ha mai avuto problemi, o scatti d'ira né a casa né al lavoro. Una tragedia del genere era assolutamente inimmaginabile "e poi..." Era in CURA con PSICOFARMACI " . Siamo nel 2015 e si continua ancora a " banalizzare sui Disturbi del Pensiero e del Comportamento ". O non se ne prende atto o si continua a " delegare al Farmaco " la " cura " del " Malessere Psichico " considerandolo " Malattia " ( anche se non si è mai trovato un " Microbo " che lo potesse generare ) e non come andrebbe considerato, cioè un " accumulo di eventi frustranti che Dissociano e Scindono il Pensiero determinando Comportamenti Disfunzionali " che può essere risolto solo e soltanto con una PSICOTERAPIA del profondo, effettuata con " strumenti psicologici adeguati " atta a " resettare " il vissuto.Inoltre, per completare il commento vorrei sottolineare che i " bambini non sono oggetti " e che pertanto le Autorità Competenti ( si fa per dire " competenti " ) nell'assegnare in adozione i bambini " dovrebbero " consultare uno Psicologo Psicoterapeuta per valutare l'integrità psichica dei genitori affidatari. Sono profondamente amareggiato nel sentire questi tragici eventi consapevole che potrebbero essere evitati. Dr. Febo Artabano, Dietologo Nutrizionista, Psicologo Psicoterapeuta, Sessuologo, Ipnologo. www.feboartabano.it www.feboartabano.eu