Commissione Vigilanza, bordate dei grillini su Carlo Masci: ‘Ingordigia politica’

16/07/2014 - E’ bufera in Comune dopo la nomina dei vertici delle Commissioni consiliari. In particolare, nell'occhio del ciclone è finita la Commissione Vigilanza e Controllo, con la designazione alla presidenza di Carlo Masci (Pescara Futura).

Una scelta che non è andata affatto giù al Movimento 5 Stelle che, forte del risultato elettorale, rivendicava da settimane quella posizione. La protesta è sfociata con le provocatorie 'dimissioni' di Massimiliano Di Pillo, che ha così rinunciato al contentino della vice presidenza.

Come spiegano in una nota congiunta i consilieri pentastellati, “si è consumato l’ennesimo e triste episodio di totale negazione della rappresentatività e della meritocrazia”. “Dopo essere stati esclusi dalla vicepresidenza del Consiglio, assegnata a Forza Italia, e dalle commissioni elettorali, senza tenere conto del nostro invito a seguire un principio di equità e di rappresentatività, non è stata riconosciuta al Movimento 5 Stelle neppure la presidenza della Commissione di Controllo e Vigilanza”.

In quanto secondo partito di opposizione più votato, con più del 16% di preferenze, i consiglieri del Movimento 5 Stelle ritenevano che “il Centrodestra, dopo aver incassato senza alcuna nostra opposizione e polemica la vice presidenza del Consiglio, ci riconoscesse in un’ottica di equa rappresentatività e proporzionalità la guida di questa Commissione”.

Al contrario, alla candidatura di Massimiliano Di Pillo, è stata contrapposta quella di Carlo Masci, rappresentante del Centrodestra e appartenente alla precedente Giunta, che alle ultime consultazioni ha incassato il 5,31% dei voti. E proprio sulla figura di Masci maggioranza e opposizione hanno raggiunto un accordo sulla presidenza della Commissione, estromettendo di fatto i 5 Stelle.

“La proposta del neo eletto Carlo Masci - spiegano i pentastellati - di offrire la vice presidenza al nostro consigliere Di Pillo, è stata seguita da un nostro ovvio rifiuto, dal momento che l’obiettivo da noi perseguito non risiede nella proprietà di una poltrona o di una carica politica, quanto piuttosto nella possibilità di svolgere con continuità e serietà un lavoro di vigilanza che solo la presidenza di tale Commissione garantisce”.

Da qui, lo scontro in aula e l’appello rivolto allo stesso Masci affinché “si decida a fare un passo indietro, riconoscendo al Movimento 5 Stelle ciò che gli spetta”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-07-2014 alle 12:13 sul giornale del 17 luglio 2014 - 685 letture

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