Comune al verde, è allarme tra cittadini e commercianti: ‘Basta tasse, politici paghino di tasca loro’

14/07/2014 - E’ allarme a Pescara dopo il grido di dolore lanciato nei giorni scorsi dall’assessore al Bilancio, Bruna Sammassimo. Illustrando i dettagli circa la situazione dei conti del Comune, il neo assessore aveva sottolineato come la bocciatura del collegio dei revisori dei conti rappresentasse una novità assoluta per l’Ente, prefigurando scenari ben poco rassicuranti per la nuova amministrazione.

Anche se la Sammassimo non ha dato indicazioni precise in tal senso, nelle casse del Comune mancherebbero al momento circa 30 milioni di euro. Una cifra enorme, che ha scatenato subito l’allarme tra i cittadini e i commercianti pescaresi, che temono un nuovo salasso.

“Nessuno deve permettersi mai più di mettere le mani nelle tasche di imprese e cittadini”, tuona Ezio Ardizzi, presidente di Confcommercio Pescara. Secondo l’agguerrito leader dei commercianti pescaresi, in città ci sarebbe una enorme preoccupazione dopo la notizia del buco da 30 milioni nel bilancio 2013 del Comune.

Per quanto riguarda le voci trapelate circa un possibile aumento delle tasse e delle imposte per correggere questi squilibri, Ardizzi è lapidario: “Non se ne parla nemmeno. Saremo irremovibili e duri nel contrastare questa ingiustizia, poiché sarebbe folle spremere ancora imprese e cittadini in un momento in cui sono già allo stremo delle forze. Chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini porterebbe ad una ulteriore riduzione dei consumi, mentre aumentare la pressione fiscale sulle imprese indurrebbe nuove chiusure e la perdita di centinaia di posti di lavoro”.

In sostanza, si tratterebbe di una sorta di ecatombe sull’economia cittadina. La soluzione prospettata da Ardizzi guarda invece alla spending review e a politiche di razionalizzazione della spesa, e anche in questo caso si punta il dito contro la vecchia amministrazione targata Albore Mascia. “Bisogna cominciare a bloccare immediatamente - spiega - tutte quelle opere costose e inutili avviate dalla Giunta di Centrodestra, che ancora rischiano di pesare fortemente sulla collettività, come ad esempio la famigerata duna sul litorale sud. Ma pensiamo anche alle tante consulenze inutili di cui spesso si avvale il Comune o anche ad una cura dimagrante inerente i gettoni di presenza, ai quali, come segnale virtuoso alla cittadinanza, i consiglieri potrebbero cominciare a rinunciare”.

Clamoroso è l’affondo finale, diretto proprio ai vecchi 'nemici', usciti di scena dopo l'ultima consultazione elettorale: “Non possiamo non rivolgere un pensiero a chi questo buco lo ha creato: se vale il principio del chi sbaglia paga, non sarebbe il caso che i vari Masci, Fiorilli e Albore Mascia contribuissero personalmente e direttamente a risanare il buco?”






Questo è un articolo pubblicato il 14-07-2014 alle 13:14 sul giornale del 15 luglio 2014 - 683 letture

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