Far West sulla Strada Parco, il bancario respinge le accuse: prove insufficienti, è libero

13/07/2014 - Dopo un interrogatorio fiume durato quasi 8 ore, è stato rimesso in libertà il bancario di 45 anni sospettato di essere il ‘cecchino della Strada Parco’. Restano quindi tutte in piedi le ipotesi per arrivare a identificare l’uomo che, nella notte di venerdì, ha terrorizzato decine di persone sparando a caso sui passanti.

Nonostante il sequestro di 47 armi ad aria compressa trovate nella sua abitazione di via Gioberti e il ‘grave quadro indiziario’ di cui ha parlato lo stesso Questore di Pescara, il 45enne ha respinto tutte le accuse, ribadendo agli inquirenti la propria estraneità ai fatti. L’uomo ha ripetuto per ore agli investigatori di aver trascorso la serata in casa, in compagnia dei genitori, e di non essersi accorto di nulla fino all’arrivo degli agenti. La versione è stata confermata dagli anziani genitori che vivono con il sospettato.

Per quanto riguarda l’ingente numero di carabine e pistole trovate in casa, la polizia ha spiegato che si tratta di armi di libera vendita, detenute legalmente. La tipologia delle armi in questione, inoltre, rende molto più complesse le perizie tecniche rispetto a quelle effettuate in questi casi sulle armi da fuoco. Al momento, quindi, non è stato possibile dimostrare da dove sono partiti i colpi che hanno ferito i 3 passanti.

Un lavoro in banca, un bell’appartamento in una delle zone di pregio della città, con le finestre che si affacciano sulla Strada Parco, a pochi metri dal mare: è una vita decisamente tranquilla quella del bancario, incensurato e assolutamente estraneo ad ambienti o situazioni 'problematiche'. Anche la presenza delle armi è stata spiegata come un semplice hobby, che portava avanti insieme a quello del collezionismo di modellini di auto d’epoca. Tutto questo, unito alla testimonianza dei genitori e al fatto che abbia ripetuto per 8 lunghe ore sempre la stessa versione, senza mai cadere in contraddizione, ha portato alla decisione di ‘non trattenerlo’. L’uomo è stato rimesso in libertà, e al momento rischia solo una denuncia per lesioni gravi.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, si annunciano molto complicate: nonostante la presenza di testimoni che hanno da subito indicato la provenienza degli spari, nessuno ha visto l’uomo impugnare l’arma e sparare. A questo, si aggiunge l’impossibilità di ricollegare i piombini alle armi sequestrate, un’operazione che invece è molto più semplice quando si tratta di proiettili e armi da fuoco.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, guidati da Pierfrancesco Muriana, la posizione dei 3 feriti sulla Strada Parco e su via Gioberti e la traiettoria dei colpi sarebbe del tutto compatibile con la posizione del balcone al secondo piano del palazzo dove vive il bancario. Ma questo, evidentemente, almeno per ora non è bastato. Il sostituto procuratore Barbara Del Bono esaminerà la relazione degli inquirenti e nei prossimi giorni deciderà quale direzione prenderanno le indagini.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 13-07-2014 alle 17:02 sul giornale del 14 luglio 2014 - 612 letture

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