L’Assessore più giovane d’Italia si presenta ai pescaresi, intervista a Veronica Teodoro: ‘Vi stupirò’

09/07/2014 - La ragazza che ha diviso e fatto discutere per settimane un’intera città racconta la sua vita e le sue aspettative alla redazione di Vivere Pescara.

Dopo che per giorni Veronica Teodoro, neo assessore della Giunta guidata da Marco Alessandrini, si è vista letteralmente assediata da un fuoco di fila di domande e illazioni sul suo cognome e sui retroscena legati alla nomina, abbiamo deciso di approfondire la conoscenza con la nuova responsabile delle politiche giovanili, andando al di là di facili strumentalizzazioni e sterili pregiudizi.

L’obiettivo è quello di disegnare un ritratto più preciso di una giovane donna chiamata a ricoprire un ruolo importante nell’amministrazione cittadina.

Veronica Teodoro, 19 anni, iscritta al primo anno di Giurisprudenza a Bologna, ha diversi anni di volontariato alle spalle ed è impegnata nell'area giovani della Croce Rossa di Pescara. Entrata a far parte dell’esecutivo comunale lo scorso 26 giugno, si occuperà di politiche giovanili, associazionismo sociale, rapporti col mondo del volontariato e patrimonio. Rispondendo alle nostre domande, Veronica parla delle sue aspettative, dei timori e di tutto ciò che le piacerebbe realizzare grazie al nuovo incarico.

Paura, gioia, ansia … qual è stato il sentimento dominante in questi primissimi giorni da Assessore?

Il sentimento dominante è stato la gioia per essere stata nominata Assessore e in quanto tale dedita a servire le Istituzioni e perseguire il bene comune. Sicuramente ci sono stati momenti di ansia, derivati soprattutto dalla consapevolezza della grande responsabilità che mi attende.

Il momento più emozionante?

Non dimenticherò mai il primo incontro con il Sindaco, che mi ha onorato comunicandomi la nomina di Assessore nella sua Giunta. E' stato molto emozionante anche sedere per la prima volta tra i prestigiosi banchi del Consiglio comunale.

Cosa risponde ai suoi detrattori? Perché dovrebbero cambiare idea su di lei?

Mi dovranno giudicare solo per la qualità o non qualità del mio operato.

Quale può essere il suo valore aggiunto, il suo punto di forza? Cosa pensa di poter dare alla città nei prossimi 5 anni?

Il punto di forza è sicuramente la mia giovane età e con essa il ‘valore delle idee’ della mia generazione. Penso di poter assicurare con la mia presenza un contributo di idee nuove e al passo con i tempi, in modo da poter finalmente abbattere il pregiudizio e aprire la strada a tanti giovani della mia età che vorranno occuparsi della cosa pubblica.

Scelga due aggettivi per descriversi.

Determinata e tollerante.

Rimpianti per l’Università? Qualche timore legato alla paura di ‘perdere’ gli anni migliori della giovinezza?

Non ho alcun rimpianto per l’Università, in quanto continuerò i miei studi come ho fatto fino ad ora, anzi con maggiore impegno, per conseguire un profitto più alto. Nessun timore, ma solo gioia per l’impiego dei miei migliori anni al servizio delle Istituzioni.

Come si vede tra 5 anni?

Mi vedo come una donna laureata che persegue con amore l’idea di diventare magistrato o avvocato, consapevole di aver acquisito un grande bagaglio di esperienza utile nella professione, ma soprattutto nella vita.

Ha mai avuto paura? Qual è il suo maggior timore legato al nuovo incarico?

Non ho mai avuto paura, altrimenti non avrei accettato l’incarico di Assessore, che sicuramente porterà grandi responsabilità. Il mio maggior timore è quello di deludere le aspettative della Lista Teodoro ‘Scegli Pescara’ che mi ha indicato, del Sindaco che mi ha accolto e nominato e della Città che mi ha accettato. Ma non succederà, mi impegnerò al massimo per la nostra bellissima città.






Questa è un'intervista pubblicata il 09-07-2014 alle 17:01 sul giornale del 10 luglio 2014 - 1335 letture

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No, Veronica, non <<ti dovranno giudicare solo per la qualità o non qualità del tuo operato>>, ti devono giudicare per il modo in cui hai operato sino ad ora, occupando un posto che non meriti in alcun modo.

Il problema della nomina di Veronica Teodoro ad assessore del Comune di Pescara non ha nulla a che fare con le sue qualità umane e le sue capacità amministrative.
Il problema è ovviamente nel metodo con la quale è stata scelta, che possiamo riassumere con familismo, nepotismo, favoritismo, coartazione. La successione dinastica del potere italiano, deprecabile in ambito privato, non può assolutamente avere come oggetto la burocrazia statale ed il settore pubblico in generale, che non è né un feudo, né un ufficio di collocamento.
Veronica sarebbe stata legittimata a fare l'assessore solo se si fosse presentata direttamente alle elezioni ed avesse raccolto direttamente gli stessi voti del padre.
Gli assessori li nomina il sindaco tenendo conto del peso dei suoi alleati, era quindi giusto ascoltare le richieste di Gianni (il padre) nella scelta dell'assessore, ma non era affatto giusto accettare supinamente un'indicazione così sfacciatamente opposta ai principi di meritocrazia. La politica è fatta anche di immagine e di simboli, e quello che è stato lanciato dal centrosinistra è un messaggio deleterio e diseducativo che crea un precedente disarmante.
Ripeto: non sono le capacità di Veronica Teodoro oggetto di critica, ma il fatto che gli sia stato affidato un incarico pubblico senza che abbia avuto il tempo di dimostrarle pubblicamente queste sue capacità.
Commenti del tipo <<aspettiamo prima di criticarla>> sono totalmente fuori luogo perché se viene un ladro a rubarti in casa non devi aspettare di vedere come spende i tuoi soldi per condannarlo. Magari li dona ad Emergency i tuoi soldi, e li spende meglio di come avresti fatto tu, ma resta sempre un ladro.
Se nominano assessore un mafioso lo si condanna senza aspettare di vedere se è in grado di amministrare; se nominano assessore una ragazza senza curriculum ma solo in quanto figlia di chi doveva fare la nomina è un chiaro abuso di potere, un'appropriazione indebita e forse anche peculato.
La responsabilità di questa pessima vicenda non è da attribuire ai soli Teodoro, ma direttamente all'intera maggioranza. Nessuna voce critica si è infatti levata né dal sindaco, né dal PD, né da SEL, né dal renziano Cuzzi, né dall'egualitario Di Iacovo, né da nessun altro assessore o consigliere di maggioranza, che avrebbero dovuto e potuto, non dico dimettersi, ma far valere almeno una moral suasion su questa imbarazzante scelta.