La denuncia di una badante bulgara: ‘Sfruttata e scaricata da un noto politico abruzzese’

06/07/2014 - Una brutta storia di lavoro nero e sfruttamento arriva da Pescara, con la clamorosa denuncia di una badante di nazionalità bulgara. Nella lettera inviata alla redazione di Vivere Pescara, la donna, T.B., originaria di Sofia e residente in Italia dal 2003, ricostruisce una dolorosa vicenda fatta di sfruttamento e arroganza, tirando in ballo un ‘noto personaggio politico abruzzese’ che, stando alla sua versione, sarebbe responsabile della vicenda. (foto d'archivio)

La storia ha inizio lo scorso maggio, quando a T.B., che ha alle spalle anni di esperienza come badante per anziani, viene offerto un lavoro nel capoluogo adriatico. Al colloquio, le viene spiegato che la persona che avrebbe dovuto accudire era un’anziana non autosufficiente al 100%, con seri disturbi mentali, praticamente impossibilitata a muoversi dal letto. Il lavoro offerto alla signora bulgara consisteva nell’assistenza continuativa all’anziana, giorno e notte, con soli due pomeriggi liberi a settimana, in giornate non festive e per una fascia non superiore alle 5 ore. Il tutto, per uno stipendio di 650 euro, senza contratto né contributi.

La badante, vista la sua situazione economica, ha accettato l’offerta entrando subito in servizio in sostituzione di una signora rumena, che aveva lavorato alle medesime condizioni nei due mesi precedenti. Lo stesso giorno della presa in servizio, nella tarda serata dell’8 maggio, la badante è incorsa però in un serio incidente domestico, cadendo proprio davanti alla figlia dell’anziana. Riaccompagnata a casa da quest’ultima, la badante si è vista congedare con un freddo saluto e una banconota da 20 euro.

Al pronto soccorso, dove si è recata da sola, i sanitari hanno diagnosticato una frattura al polso, applicando il gesso e chiedendo tutti i riferimenti per la compilazione dei moduli relativi agli infortuni sul lavoro. Da quel momento, T.B. ha provato incessantemente a mettersi in contatto con la ‘datrice di lavoro’, senza ottenere mai risposta. Dopo numerosi tentativi di contatto andati a vuoto, la donna afferma di aver chiesto informazioni sull’anziana invalida e sulla figlia, scoprendo che si trattava dei famigliari di un noto personaggio politico abruzzese, allora candidato alle elezioni regionali.

“Com’è possibile – si chiede la donna - che una persona che promette benessere e sviluppo ai cittadini nel privato sfrutti senza pietà le persone?”. A seguito dei ripetuti tentativi, sempre infruttuosi, di mettersi in contatto con la famiglia presso cui aveva preso servizio, la signora ha deciso di non arrendersi, denunciando la situazione e chiedendo il rispetto dei propri diritti.

“Ho sempre pagato tutte le tasse – spiega - dichiarando il mio reddito fino all’ultimo centesimo. Sono una immigrata, una badante che prova a sopravvivere onestamente, e non è giusto che debba subire questo trattamento”.

Da qui, la decisione di proseguire la sua battaglia: T.B. si è infatti rivolta sia alla CGIL che all’Ispettorato del lavoro, dove ha presentato un esposto. Ha inoltre inviato una lettera all’Inail allegando il referto del pronto soccorso, inoltrando una copia anche agli ex ‘datori di lavoro’, che però hanno respinto la raccomandata. “Andrò fino in fondo a questa storia – conclude la signora -, non è giusto che qualcuno, dall’alto della sua posizione, possa calpestare i miei diritti per poi gettarmi via, come fossi un fastidioso pensiero”.






Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2014 alle 12:14 sul giornale del 07 luglio 2014 - 4934 letture

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Nedka Markova

07 luglio, 19:44
Mi chiedo: Come avrebbe agito quel famoso politico se l'incidente fosse successo a casa di un'altra famiglia e se la badante fosse stata sua sorella? Forse avrebbe fatto un rumore fino ai cieli, apparendo su tutti i media per difendere i diritti delle donne lavoratrici in Italia? - Se vuoi cambiare il mondo, cambia te stesso!