Porto di Pescara nel caos: per il Piano Regolatore è ‘tutti contro tutti’. La furia del Sindaco

4' di lettura 06/05/2014 - ‘Quelle forze politiche che decideranno di bloccare l’iter del Piano Regolatore Portuale di Pescara, impedendo la convocazione della seduta straordinaria del Consiglio comunale che dovrebbe ratificare semplicemente l’intesa tra Comune e Direzione marittima, se ne assumeranno la responsabilità amministrativa dinanzi alla città e alle centinaia di famiglie che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma del dragaggio’.

Ad affermarlo è il Sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia nel corso della conferenza stampa convocata d'urgenza nel primo pomeriggio (foto), dopo che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale ha ufficializzato la propria decisione di non convocare la seduta straordinaria dell’Assemblea, inizialmente fissata per il 16 maggio, per la ratifica dell’intesa sulla Vas al Piano regolatore portuale. Presenti, tra gli altri, anche il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, l’Assessore comunale alle Politiche portuali Antonio D’Intino e il Presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici, Armando Foschi.

“Abbiamo atteso per 15 mesi la firma del Decreto di Vas al Piano - prosegue Albore Mascia - dopo cinque anni di lavoro. Non approvare oggi quell’atto significherebbe rinviare tutto al prossimo autunno, ossia bloccare per ancora un anno il Piano, condannando marineria e operatori commerciali a fare i conti con un nuovo insabbiamento dei fondali. Io credo ci siano ancora i margini per un ripensamento e per la convocazione della seduta consiliare, per sederci a un Tavolo e aprire un dialogo. In caso contrario, sarà la città a giudicare e a decidere tra meno di 20 giorni”.

Mascia ha espresso ‘sconcerto, disappunto e amarezza’ per una decisione che non ritiene condivisibile, invitando ‘chi rema contro’ ad assumersi le proprie responsabilità, anche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, con l’incidente della motocisterna Galatea.

Sulla questione è intervenuto anche Marco Alessandrini, il candidato Sindaco della coalizione di Centrosinistra, che il 25 maggio proverà a sfilare la poltrona proprio ad Albore Mascia. “Il progetto si può migliorare – ha affermato il leader PD - ma deve andare avanti perché alla città serve il porto. Non possiamo correre il rischio di lasciare un’eterna incompiuta”

“Per il porto canale di Pescara – precisa Alessandrini - serve una mobilitazione immediata e soprattutto utile, perché questa infrastruttura vitale per l’economia e il turismo della città venga realizzata senza subire altre dannose battute d’arresto. Il rischio che si corre contestando il progetto che aspetta da ben cinque anni di entrare nella fase esecutiva è questo: che Pescara non abbia il porto in un futuro immediato. Un rischio concreto, considerato il tempo passato fino ad oggi e le risorse impiegate senza arrivare ad una soluzione”.

Da qui arriva l’attacco all’attuale Amministrazione comunale: “Il Governo di Centrodestra ha già al suo attivo un enorme ritardo, a cui si è accumulata l’inerzia da parte della Regione, anche per le procedure che riguardavano la Vas, rilasciata in dirittura di campagna elettorale. Invece è necessario che la politica faccia qualcosa di veramente utile al porto e all’economia collegata, specie se si propone il cambiamento come obiettivo. Abbiamo invece l'impressione che la questione sia diventata un intralcio o un catalizzatore di altri ritardi solo per cercare consensi elettorali, proponendo progetti che hanno una storia diversa da quello presentato e mobilitazioni che serviranno solo a perdere altro tempo prezioso".

"Noi faremo la nostra parte perché il progetto vada avanti . conclude Alessandrini - anche riaprendolo a ciò che può renderlo più confacente al fabbisogno della città, perché il porto venga rilanciato, perché Pescara non si areni più e possa tornare a comunicare con l’altra sponda dell’Adriatico e gli altri porti d’Italia”.

Anche il candidato Sindaco di ‘Abruzzo Civico – Pescara a colori’, Florio Corneli, è intervenuto sulla questione, puntando il dito contro le le forze politiche che hanno lasciato che il consiglio comunale sul porto saltasse, accusando i responsabili “di aver condannato le casse pubbliche ad ulteriori spese di milioni di euro per nuovi dragaggi, e l’intera città di Pescara a mesi di immobilismo e attesa”.

“Come al solito – ha concluso Corneli - ci sono forze politiche che strumentalizzano ad ogni scadenza elettorale temi cruciali per il futuro della città, visto che il Consiglio avrebbe dovuto dare solo una ratifica tecnica. Ma così si condanna Pescara ad ulteriori mesi di attesa e a uno sperpero di milioni di euro per il dragaggio del porto canale”.






Questo è un articolo pubblicato il 06-05-2014 alle 21:08 sul giornale del 07 maggio 2014 - 834 letture

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