AIDS ed Epatite, le conclusioni del convegno di Pescara: il 4% degli abruzzesi è infetto

Il 2 Maggio 2014 si è svolto a Pescara il Convegno 'AIDS e malattie da virus dell’Epatite B e C'. L’evento, svoltosi presso la Sala Conferenza del Presidio Ospedaliero di Pescara, è stato organizzato dalla Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia ONLUS (FIRE) e promosso dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Presidio di Pescara, diretta dal Dott. Giustino Parruti.

Il Convegno ha visto la partecipazione di numerosi esperti in campo infettivologico ed epatologico ed ha fatto il punto sulle nuove possibilità di cura, sull’appropriatezza terapeutica per Epatite B, Epatite C ed AIDS.

Di particolare rilievo gli interventi:

- dell’On. Vittoria D’Incecco – Componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati – dal titolo “Le patologie virali croniche in Italia: la situazione attuale e gli scenari futuri” ;

- del Dott. Tonio Borg - Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei Consumatori - che dopo una lezione magistrale sulla tematica dell’AIDS, ha approfondito la normativa sull’assistenza sanitaria transfrontaliera ed i diritti del paziente;

- del Dott. Giustino Parruti – Direttore Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Presidio Ospedaliero di Pescara – dal titolo “Infezione e malattia cronica da virus dell’Epatite C: un nuovo modello di cura”.


Riportiamo a seguire le importanti conclusioni del dott. Parruti sulle problematiche trattate.


Il trattamento delle infezioni croniche da virus Epatite B, virus Epatite C e d HIV rappresenta una sfida imponente per la Medicina dei nostri giorni. Tre condizioni gravate da un’altissima morbilità e mortalità fino a pochi anni fa sono divenute, grazie al rapidissimo evolvere della ricerca di base, dello sviluppo farmacologico e del potenziamento dei sistemi di cura altrettante condizioni suscettibili di un completo e durevole controllo, derivante per il virus Epatite C dall’eradicazione conseguente alla cura e dalla persistente soppressione di replica per i virus dell’Epatite B e dell’HIV.

Come conseguenza dei nuovi trattamenti l’aspettativa di vita degli infetti, specie di quelli che siano stati diagnosticati e trattati tempestivamente, è divenuta di fatto sovrapponibile a quella della popolazione generale di rifermento. Il costo dei nuovi trattamenti è di fatto l’elemento che oggi potenzialmente preclude il raggiungimento di tale obiettivo. Nella nostra area tutte e tre le infezioni sono molto diffuse, ma quella da virus Epatite C rappresenta una vera emergenza sanitaria: stime realistiche ci permettono di ritenere che vi siano almeno quattro infetti in Regione per ogni cento abitanti, il che equivale a dire che vi sono probabilmente 50.000 infetti tra gli abitanti dell’Abruzzo, che sono poco più di 1.300.000.

Una situazione molto simile si registra per molte altre Regioni del Sud-Italia e per le Isole. In confronto, la prevalenza dell’Epatite C in Germania è circa dieci volte più bassa di quella in Abruzzo. Tale prevalenza tende a rimanere elevata perché il numero di coloro tra gli infetti che possono essere trattati con le cure a base di Interferone non supera purtroppo il 30% e l’efficacia nei trattati non è mai andata oltre la soglia globale dell’80%.

La disponibilità dei nuovi farmaci per l’Epatite C, in particolare quella del Sofosbuvir e del Ledipasvir in coformulazione rappresenta, pertanto, un evento di estremo rilievo per la nostra popolazione locale, potendo permettere di trattare in modo efficace oltre il 95% dei pazienti suscettibili di essere trattati con l’Interferone e, soprattutto, tutti quelli che finora all’Interferone non sono stati eleggibili.

La bassa tossicità e l’altissima efficacia dei nuovi farmaci promettono pertanto di poter drasticamente ridurre i giorni di malattia e le morti dovute alla cirrosi epatica, allo scompenso epatico, all’epatocarcinoma e ai linfomi correlati all’HCV, che purtroppo rappresentano una delle principali cause di malattie e morte nella nostra Regione come nel Centro-Sud-Italia.

L’incontro del 2 maggio intende fare il punto con le massime Autorità Sanitarie Italiane sulle possibilità di trattamento dell’Epatite C poste in essere dalla disponibilità dei nuovi farmaci,  e soprattutto sensibilizzare le Autorità Europee sulla necessità di tener conto che in molte aree del Centro e Sud-Italia la diffusione dell’Epatite C è tale che senza un supporto ad hoc, solidale, da parte della Comunità Europea, sarà molto difficile - se non impossibile - far giungere l’accesso alle nuove cure a tutti coloro che oggi ne abbiano effettivamente bisogno.

 





Questo è un comunicato stampa inviato il 2014-05-02 22:56:41 pubblicato sul giornale del 05 maggio 2014 - 1816 letture - 0 commenti

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