Porto turistico sull'orlo del baratro: 'Dragaggio subito o finirà male'

3' di lettura 17/03/2014 - Il Marina di Pescara rischia seriamente di chiudere: il grido di allarme è stato lanciato in conferenza stampa da Francesco Di Filippo, presidente della sezione pescarese di Assonautica Italiana.

“Il porto turistico sta per chiudere a causa del mancato dragaggio del canale d’ingresso – ha esordito Di Filippo – e quindi richiamiamo l’attenzione degli Enti preposti ad intervenire. A loro, come a tutti, è importante ricordare che il Marina di Pescara, gioiello ed orgoglio della città e della regione, è un importante produttore di indotto economico-occupazionale”.

Con queste parole, Di Filippo ha inteso sfatare il pericoloso luogo comune secondo cui il porto turistico sarebbe un territorio 'esclusivo' e riservato a 'pochi eletti'. Al tempo stesso, si è voluto chiarire una volta per tutte come non sia in gioco la semplice fruizione del tempo libero di alcuni appassionati di mare, al contrario, "si sta producendo un notevole danno economico agli operatori del settore, ad una città, ad una intera regione, con conseguente perdita di posti di lavoro, di sicurezza nella navigazione e di immagine".

"I numeri parlano da soli – ha aggiunto Di Filippo –, 30 posti barca determinano 1 posto di lavoro e a 120 corrispondono 10 posti nell’indotto diretto del porto stesso, senza parlare di quello indiretto sul territorio cittadino e regionale. La nautica da diporto, infatti, è un incredibile moltiplicatore economico, con la più alta capacità di produrre ricchezza tra i settori del cluster marittimo, e se Pescara non sarà in grado di offrire garanzie sui fondali perderà (come già accaduto) molte chance di ospitare manifestazioni sportive di rilievo".

"Due milioni di euro - spiega Di Filippo - rappresenta in soldoni la perdita economica per la città per non aver potuto ospitare negli ultimi anni un campionato mondiale di vela d’altura, a causa della impossibilità di garantire una profondità adeguata del canale d’accesso del porto turistico".

Il Marina di Pescara è stato un modello ed un fiore all’occhiello della città: costruito in meno di tre anni con investimento comunitario, oggi rappresenta il triste simbolo di un'Italia bloccata. Le parole di Di Filippo rappresentano un appello a fare presto, poiché con le prossime mareggiate primaverili l’opera di insabbiamento sarà completata e si tornerà alla situazione determinatasi nel 2011, con la dichiarazione di chiusura del porto turistico.

“Gli utenti e gli operatori sono pronti ad azioni clamorose – ha concluso – come non pagare gli oneri condominiali e portare tutte le imbarcazioni a vela che rischiano di restare prigioniere, nel porto canale. I circoli nautici si vedranno costretti anche a non poter organizzare manifestazioni internazionali e nazionali di vela ed un campionato nazionale di pesca già programmato, con ulteriore perdita di indotto economico pari a circa 600.000 €".

A questo punto, tutti si augurano che l'appello trovi immediate risposte, con l’avvio dei lavori di dragaggio richiesti.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-03-2014 alle 18:02 sul giornale del 18 marzo 2014 - 862 letture

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