M5S: 'Beppe Grillo? Ci ha insegnato la democrazia’. Cronaca di una giornata in Parlamento

6' di lettura 20/02/2014 - Nel giorno in cui gli occhi di tutti sono puntati sui palazzi del potere a Roma, con le frenetiche consultazioni di Matteo Renzi e soprattutto con l’atteso ‘faccia a faccia’ del Segretario Pd con Beppe Grillo (foto), l’autore delle presenti note è stato testimone diretto di una giornata ricca di eventi.

Dopo aver aderito all’iniziativa ‘Tutti dentro’ (link articolo), lanciata qualche giorno fa dal deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca (blog), alle 11 esatte mi ritrovo vestito di tutto punto, pronto a varcare la soglia di Montecitorio. Controlli severi, l’assistente parlamentare mi invita a leggere con attenzione il regolamento, che ad una prima impressione mi pare molto rigido: nessun cenno verso i deputati, vietato muoversi, vietato parlare, salutare o applaudire (!). Poco dopo però, arriva la prima vera sorpresa: oltre che a tutto l’armamentario tecnologico, che come da programma finisce sigillato in una busta, fuori dalle mie tasche resteranno anche penna e taccuino. E dire che, molto ottimisticamente, oltre al cellulare mi ero portato dietro tanto di pc e macchina fotografica…

Superati i controlli e spogliato di ogni cosa, salgo 5 rampe ed eccomi qua, a bocca aperta, ad ammirare la magnifica sala che ospita i deputati. “E’ molto meglio che in tv”, sussurra l’uomo che entra appena dopo di me, subito squadrato dalla commessa.

Ore 11.05, si parte: Aula semideserta (non più di 30 parlamentari presenti), presiede un’accigliatissima Laura Boldrini. Il tema però è di quelli caldi: la giornata della Camera dei deputati, che si annuncia lunga e infuocata, sarà dedicata alla discussione, con successiva votazione per conversione in legge, del decreto sull’abolizione del finanziamento pubblico ‘diretto’ dei partiti. “Mica roba da poco”, azzarda la signora impellicciata della fila davanti.

La discussione procede stancamente con contributi piuttosto lunghi e soporiferi, per poi prendere improvvisamente quota verso mezzogiorno con l’intervento di Roberta Lombardi, ex capogruppo dei Cinque Stelle alla Camera.

“Caramelle gettate in pasto ad un’opinione pubblica affamata”: così la Lombardi demolisce la legge, sintetizzando al meglio il pensiero dei deputati pentastellati. A quel punto il dibattito ha un sussulto: l’anziano parlamentare di Sel, Arcangelo Sannicandro, fa rombare i motori e attacca frontalmente quelli che definisce ‘nuovi arrivati’, reclamando maggior rispetto per “i partiti che hanno fatto la storia del Paese”. Mentre i toni della discussione si smorzano, proprio tra i deputati di Sel riconosco il pescarese Gianni Melilla.

Alle 13.30 sono fuori, e dopo un pasto veloce chiamo Fabio Stella, il collaboratore che cura per conto dell’On. Vacca gli ospiti in arrivo da Pescara. Oggi ci sono solo io, e Stella si presenta puntuale alle 14.30 in Piazza del Parlamento.

“Hai visto l’incontro tra Beppe e Renzi in streaming?”, mi chiede. Cado dalle nuvole, chiuso com’ero in quella sorta di ‘fortezza’. Di fronte a un ingresso laterale c’è una folla di giornalisti che attende proprio il Premier incaricato. “Beppe dovrebbe essere su - mi dice Stella - se vuoi facciamo un giro nella sede dei gruppi parlamentari alla Camera”.

Il palazzo è proprio lì di fronte, e al quinto piano troviamo tutti i deputati pentastellati in pieno fermento. “Grillo non c’è – dice Stella – è andato via”. In giro però c’è un gran via vai, tantissime facce giovani, faccio fatica, ‘dal vivo’, a credere che si tratti davvero di parlamentari. L’atmosfera pare allegramente frenetica, molto diversa dall’austerità di Montecitorio.

“E dire che molti credono che Grillo sia un despota. E loro – dice all’improvviso Stella, indicando i giovani deputati che occupano le decine di sedie disposte in circolo – tutti pronti a obbedire”. “Al contrario – aggiunge con una certa soddisfazione - qui si discute su tutto, spesso fino a tarda notte, e si litiga anche… ma questa è vera democrazia”.

Dopo un po’ arriva l’onorevole Gianluca Vacca, pronto a iniziare il confronto con i colleghi. Fortunatamente ha tempo per fermarsi qualche minuto. “Oggi ci sarà da divertirsi – dice – faremo ostruzionismo contro l’ennesimo imbroglio ai danni dei cittadini”.

Essendo inviato da Vivere Pescara, al di là dei macro-temi nazionali, faccio in tempo a chiedergli un commento al volo sulla turbolenta situazione politica a Pescara, e soprattutto a Montesilvano, storica roccaforte dei 5 Stelle. “Tra qualche giorno annunceremo il candidato Sindaco”, spiega il deputato, riferendosi a quello che, a detta di molti, potrebbe sostituire Attilio Di Mattia, appena defenestrato da una ‘congiura trasversale’ (link articolo). C’è un nome che è ormai sulla bocca di tutti, ed è quello del giovane attivista del M5S di Montesilvano, Manuel Anelli. Azzardo: “Sarà lui il vostro candidato?”. Vacca non conferma, ma neanche smentisce, congedandosi con un laconico “vox populi…”.

Mentre qualcuno da dentro chiama a gran voce il candidato abruzzese, io saluto e torno in ‘fortezza’ per la seconda parte della mia giornata a Montecitorio. E la partenza, in questo caso, è da brividi: a poca distanza da me, in tribuna, ci sono le mogli dei Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, da oltre 2 anni trattenuti in India. La Boldrini, rivolgendosi direttamente a loro, esprime solidarietà e vicinanza, invitando i deputati a rendere omaggio ufficiale ai due militari. A quel punto tutta l’aula, che ho ritrovato piena, si alza in piedi e applaude, rivolta verso le tribune. Un applauso che, in deroga al rigido protocollo, in questo caso viene concesso anche a noi ospiti.

La Boldrini a quel punto riprende la parola, e ricominciano i lavori parlamentari. Ma stavolta si fa sul serio: l’appuntamento è importante, i deputati presenti sono oltre 400. Mentre, come anticipato da Gianluca Vacca, partono in successione gli interventi a raffica dei grillini, a pochi metri da me vedo scorrere volti molto noti, visti finora solo in televisione. Cuperlo sempre al telefono, la Bindi molto invecchiata; la piccola Bonino (unica rappresentante del Governo in Aula) e il piccolissimo Brunetta; la bella Mara Carfagna e l’austero Rocco Buttiglione; la rossa Brambilla e un barcollante Umberto Bossi. Volti noti e meno noti si succedono velocemente, e il tempo intanto scorre rapido, come gli interventi dei deputati a 5 Stelle, stavolta molto più concisi, ma ironici, sferzanti, talvolta irriverenti. Mi tornano in mente le parole di Stella sulla democrazia.

Ore 18, la mia corriera non aspetta. E’ tempo di andare. Saluto la fortezza e torno giù a prendere le mie cose, sperando che tutti questi piccoli particolari, orfani di una tastiera e di un taccuino, non sfuggano via dalla mia memoria.