Vivere in affitto: tappa forzata o scelta di vita? Un sondaggio svela i segreti di un Paese 'in locazione'

3' di lettura 05/02/2014 - Mioaffitto.it ha realizzato un sondaggio sul mondo delle locazioni, domandando ad un campione selezionato di italiani come vivessero questa 'esperienza', cercando di far luce anche su costi, rapporti con i padroni di casa, eventuali difficoltà e segnalazioni.

Per forza o per volontà, fatto sta che l’opzione di vivere in affitto si sta imponendo sempre di più sia in Abruzzo che nel resto del paese. Le famiglie che 'scelgono' di pagare mensilmente sono sempre di più rispetto a quelle che decidono di comprare una casa.

Come percepiscono gli italiani l’affitto? Uno stile di vita: è proprio così che i 530 utenti hanno partecipato al sondaggio tendono a inquadrare il tema analizzato. Il 55% degli inquilini e delle inquiline intervistate, al di là di questioni economiche o familiari, considerano infatti l’affitto come un vero e proprio 'stile di vita'. “Comprare casa, per ora, non fa parte dei miei progetti”, rappresenta in estrema sintesi il pensiero degli intervistati.

Il 54% delle persone che hanno partecipato al sondaggio rientra nella fascia d’età compresa tra i 35 ed i 55 anni; il 19% è composto da giovani tra i 25 ed i 34 anni, mentre il restante 17% da persone più grandi, con più di 55 anni.

Una delle domande centrali del sondaggio mirava a misurare la quota percentuale dello stipendio o pensione destinata al pagamento dell’affitto. Il 41,5% degli intervistati ha risposto che, in media, il prezzo di una casa in locazione incide sul reddito per una percentuale compresa tra il 35% ed il 50%. Quasi un terzo degli intervistati (30%) dichiara che l’affitto pesa per più del 50% sui soldi che percepiscono. In pratica, più della metà delle entrate si trasforma in affitto.

Che dire invece dei rapporti con i proprietari degli immobili? Il 58% ha risposto in modo negativo, spiegando che il proprietario si è sempre rifiutato di abbassare il prezzo della locazione. Il 12% dichiara invece di essere riuscito ad ottenere uno sconto minimo (0,1% - 5%), mentre solo il 2% afferma di avere avuto un abbassamento dei prezzi consistente. Si sfoga così una 45enne della Provincia di Pescara: “Mio marito ha appena ricominciato a lavorare, dopo quasi due anni da disoccupato, e il padrone di casa non ha mai abbassato il prezzo, perchè dice di avere troppe spese.”

Gli animi non sono tra i più allegri, e lo si percepisce chiaramente dalle risposte e dai commenti lasciati a margine dagli intervistati, che svelano la rabbia e la delusione di tanti cittadini. In questo caso, più che di una 'scelta di vita', sarebbe più giusto parlare di una 'tappa forzata'. “Trovo assurdo l’aumento dei prezzi delle case in affitto - spiega un ragazzo di Chieti -, soprattutto in rapporto a quello che offrono... capisco le loro spese ma dovrebbero essere un pò più coerenti con la situazione generale...“

“Più che un'alternativa temporanea - conferma Maria, impiegata pescarese - si è trattato di una scelta obbligata nel momento in cui ho deciso di convivere... dato che il mutuo aveva tassi di interesse troppo alti e una rata mensile improponibile per la cifra che sarei riuscita ad ottenere."

L'ultimo commento arriva da Antonio, pensionato abruzzese che con poche parole riesce a cogliere in pieno lo spirito di chi, al giorno d'oggi, è alle prese con una situazione fuori controllo: “Come si può vivere con una pensione di 516 euro e pagare un affitto di 425 euro?”

A cura di Mioaffitto.it, portale online specializzato nell’affitto di abitazioni per lungo periodo, che raccoglie oltre 150 mila annunci di immobili in tutta Italia.