Carrozzine Determinate, 5 mesi dopo la clamorosa protesta: a che punto siamo?

1' di lettura 05/02/2014 - Il 17 settembre 2013, con una clamorosa protesta nella sede della Regione, l'Associazione 'Carrozzine determinate Abruzzo' ha occupato la sala del Consiglio regionale a L’Aquila bloccando per ore il Consiglio stesso. Le persone con disabilità incatenarono le loro carrozzine iniziando lo sciopero della fame e della sete.

La protesta era incentrata sulla violazione della convenzione ONU sui diritti della persone con disabilità e dei diritti umani. Le tematiche in questione riguardavano riabilitazione fisioterapica, barriere architettoniche, pari opportunità e servizi sociali.

Grazie a quella e ad altre iniziative, il Consiglio regionale arrivò ad approvare all’unanimità una risoluzione scritta che impegnava il Presidente della Regione e la Giunta regionale a non inserire la riabilitazione ambulatoriale e domiciliare nel taglio dei fondi previsto dal Decreto Commissariale N. 51, a dare applicazione alla legge sulla “Vita indipendente”, ad attivare e convocare la Consulta sulla disabilità, a finanziare con 2 milioni di euro la legge sulle barriere architettoniche e a dare applicazione alla legge 1 del 2008 sullo stesso argomento.

Sono trascorsi quasi 5 mesi da quella risoluzione urgente, e ad oggi tutti si chiedono cosa ne è stato di quel provvedimento, che riguarda migliaia di cittadini abruzzesi disabili. L'Associazione ha organizzato pertanto un incontro-dibattito per chiarire ed approfondire queste tematiche.

Saranno presenti tutte le associazioni che hanno appoggiato la protesta: Comunità 24 Luglio, Aism L’Aquila, Abitare Insieme, Cittadinanza L’Aquila, Mutua Studentesca L’Aquila e Udu.

L'incontro, a cui sono invitati cittadini, politici, consiglieri, istituzioni e associazioni, si terrà sabato 8 febbraio alle ore 10,30 nella sede della Regione Abruzzo, in Viale Bovio 425, Pescara.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2014 alle 17:05 sul giornale del 06 febbraio 2014 - 591 letture

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