Dentro la protesta: una mattina in Piazza con i cittadini

7' di lettura 17/12/2013 - Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Stefano Renzetti, del Movimento 5 Stelle di Montesilvano, che ha trascorso alcune ore in Piazza Duca D'Aosta tra i manifestanti. Si tratta di una testimonianza molto interessante, che evidenzia i retroscena della protesta, focalizzandosi sui veri protagonisti di quel 'movimento trasversale' che in questi giorni sta invadendo le piazze di tutta Italia.

Incuriosito dalle notizie trovate in rete sulle manifestazioni in atto in questi giorni in tutta Italia, molto diverse dalle immagini viste in TV ( scontri con forze di polizia e disagi), mi sono recato in Piazza Duca D'Aosta, a Pescara, dove si trova un presidio della protesta.

I cittadini presenti, di tutte le fasce di età, almeno a Pescara non sono tantissimi, mentre segnalano che alla stessa manifestazione di Avezzano hanno toccato punte di 2000 persone. La prima cosa che si nota nel presidio di Pescara è un coordinamento spontaneo, sebbene spesso segnato da improvvisazione, dove tutti si prodigano e si adoperano per evitare infiltrazioni di violenti, facinorosi o 'politicizzati'.

Diversi gli striscioni: “Ribellarsi è un dovere”, “ Se tu non protesti sei complice”, “Italiani è Natale fuori le palle”, “non lamentarti unisciti a noi”, “98 miliardi al gioco ed il 22% di iva collusi”, “non ci suiciderete”, “Lo facciamo per il nostro futuro e dei nostri figli..unisciti”, “siete delle pecore” e “se facciamo tutto questo è anche per voi”.

Molte le macchine che passano e che suonano in senso di condivisione, non ci sono invasioni di carreggiata o ostruzioni al traffico, emblematica l'immagine di una ragazza che anche con il semaforo verde è rimasta ferma con la sua 500 bianca, attaccata al clacson...

Parlando con i manifestanti, alcuni si dichiarano di estrazione politica di destra, altri iscritti a pariti definiti di estrema destra; non mancano cittadini che si identificano nelle ideologie di sinistra (per noi del M5S si tratta di una terminologia arcaica e senza significato); diverse persone di “sinistra” non hanno più partecipato poichè volevano cantare “bella ciao” ma gli è stato vietato. “Qui si canta solo l'inno nazionale”, dicono i responsabili, e quindi canti, bandiere o riferimenti politici sono vietati. "Non è una questione di fascismo o comunismo - affermano -, non è una questione ideologica, ma semplicemente perché altrimenti ognuno si sente in diritto di cantare quello che vuole, in base alle sue ideologie politiche (bella ciao, faccetta nera e altro), e sarebbe na' tarantella, quindi per evitare problemi e rispettare le ideologie di ognuno, si canta solo l'inno nazionale".

Per quanto riguarda le persone presenti in piazza, abbiamo preferito dare voce direttamente ai cittadini piuttosto che dilungarci con le nostre considerazioni sia a livello locale che nazionale. Criticità, trasparenza, infiltrazioni di ultrà e violenti non mancano, in ogni caso riteniamo si tratti gruppi che poco hanno a che fare con il tricolore sventolato nelle piazze in questi giorni.

La parola alla gente, dunque, ovvero all'anima più autentica e profonda della protesta.

Daniele, 46 anni (disoccupato): Sono appena entrato nel coordinamento del popolo del 9 dicembre, i motivi di tale decisione risiedono nel fatto che siamo arrivati al limite, la misura è colma, c'è bisogno di una svolta, la situazione nazionale è critica, sotto ogni punto di vista, tante persone non lo vogliono capire. Impossibile trovare lavoro, sanità che non funziona, ogni giorno un problema in più, siamo ad un punto di non ritorno, a livello governativo e parlamentare nessuna legge viene fatta per far ripartire l'economia. Protestiamo perché vogliamo dire basta a questo sistema, abbiamo un parlamento anticostituzionale, quindi non legittimo, devono andare a casa e tornare al voto, con una legge elettorale normale. E poi.. discutere di euro ed eventuale uscita, vogliamo la nostra sovranità monetaria, vogliamo che l'economia riparta. Siamo qui come liberi cittadini di qualsiasi appartenenza politica, ho incontrato persone di estrema destra ed estrema sinistra , M5S e partiti vari, vogliamo creare un gruppo mettendo da parte le nostre idee politiche, per ritrovarsi con un unico obiettivo, quello di cambiare, ADESSO. Vorrei ribadire che il coordinamento 9 dicembre con i forconi non c'entra assolutamente niente, si sta seguendo la stessa protesta ma con 2 linee differenti, siamo due gruppi, 2 movimenti scesi in piazza: noi vogliamo manifestazioni pacifiche che dureranno fino a sabato 21 dicembre, quando Danilo Calvani deciderà come e dove continuare la protesta. In caso di un nuovo voto di fiducia a questo governo, una manifestazione a Roma è inevitabile.

Maria Grazia, 70 anni (pensionata - ex insegnante): Arrivo a malapena alla fine del mese, sono qui a protestare perché non mi sta bene l'istituzionalità della corruzione... desidero che i giovani trovino lavoro, giovani a cui ho insegnato ad essere leali ed a partecipare in prima persona, vorrei vedere trionfare la giustizia e la meritocrazia.

Emanuele, 57 anni (esodato): Ci hanno portati alla fame, hanno distrutto l'identità di un paese, non c'è lavoro ma tanta disoccupazione, le scuole sono fatiscenti, i pensionati non arrivano a fine mese, hanno alzato l'eta pensionabile e non so quando andrò in pensione. Questa è una manifestazione apolitica, non vogliamo simboli o emblemi, vogliamo solo che questo governo che ci sta massacrando se ne vada.

Angelo, 36 anni (imprenditore): Sono qui per manifestare tutto il mio dissenso a questo parlamento illegittimo, questo governo non voluto e non votato dagli italiani. Ci danno una parvenza di democrazia tramite un voto fasullo, lavoro solo per pagare le tasse, per dar da mangiare a politici e banchieri; pago circa il 70% se non oltre di tasse tra dirette ed indirette... questa è usura, questa è mafia... sì, esatto, quando pago le tasse mi sembra di pagare il pizzo alla mafia, purtroppo oggi è questa l'Italia. Sono qui per dire basta, altrimenti sarò costretto ad emigrare.

Mirco, 44 anni (operaio): Sono qui in veste di cittadino e le mie ideologie politiche le ho lasciate a casa, infatti non ci sono simboli o riferimenti politici. Dobbiamo unirci tutti insieme, a prescindere dai colori politici, contro uno stato in ostaggio di un governo illegittimo. Nessuna forza politica ha la forza di raccogliere i cittadini per protestare (divide et impera), per questo sono vietati simboli o bandiere, qui vogliamo solo italiani, i partiti restano fuori. Peccato vedere che gli italiani si comportano come pecore, si limitano a guardare dalla finestra quello che succede, aspettano ... almeno qui a Pescara, poiché in altre città la partecipazione è ampia e variegata.

Paola, 24 anni (disoccupata): Protesto perché pretendo un futuro. Considero questo Governo illegittimo, il popolo italiano deve trovare il coraggio di protestare, deve ritrovare la sua identità. Ognuno pensa al suo orticello, siamo diventati egoisti e conservatori, vorrei andare a Roma a protestare ma non ho le disponibilità economiche... se trovo qualcuno che mi accompagna vado volentieri.

Rossella, 29 anni (consulente del lavoro): Sono qui come libera cittadina, non esiste destra o sinistra, nonostante le TV fanno passare il messaggio che sia una manifestazione di ultrà ed estrema destra. Ci sono persone di destra e ci sono persone di sinistra, ma oggi qui siamo liberi cittadini per unire le forze. Sono qui per protestare contro questo governo illegittimo che non pensa al cittadino ma ai propri interessi. Le opinioni del singolo non contano nulla, questa legge elettorale truffa ti fa votare un partito o un movimento: io non voglio votare un simbolo, voglio votare una persona che mi rappresenti, voglio le preferenze.


Il Movimento 5 Stelle è andato ad ascoltare questi cittadini, ma le dove sono le istituzioni? Dov'è lo Stato? Solo dietro il casco di un poliziotto, cittadino anche lui?


da Stefano Renzetti
Movimento 5 Stelle Montesilvano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2013 alle 09:48 sul giornale del 18 dicembre 2013 - 684 letture

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